Neon Blood - Recensione

Chi l'ha detto che se devo pensare ad un gioco cyberpunk, devo per forza nominare quello di CD Projekt RED con Keanu Reeves?
E se fosse un'avventura investigativa? Potrei nominare Blade Runner di Westwood Studios... ma no, ancora troppo famoso, e poi ha pur sempre 28 anni. Ci vorrebbe qualcosa di nuovo, qualcosa di fresco, che con questo caldo ci sta proprio a pennello...


Quello a cui mi riferivo (o speravo di riferirmi), è un indie uscito verso la fine dell'anno scorso, con personaggi in pixel art che si muovono in un mondo in 2,5D, con combattimenti a turni da jrpg. Neon Blood, questo è il titolo, che cerca di fondere tutto questo in avventura tra noir e cyberpunk, dalla durata massimo di 3-4 ore.

Questa sarebbe una bella premessa, specialmente per chi adora il cyberpunk e le avventure (cioè il sottoscritto), e che dopo aver spulciato da cima a fondo Cyberpunk 2077, ha deciso di continuare su questo filone con qualcosa di leggermente diverso.

Guarda caso, Cyberpunk 2077 viene citato in Neon Blood con easter egg un po' spudorati, difficili da non cogliere. Un po' come gli easter egg "MonkeyIslandiani" che si trovano sempre più spesso (ed hanno un po' rotto) nelle avventure grafiche.

Ma Neon Blood, ha veramente qualcosa in comune con Cyberpunk 2077? Sì, i bug al massimo (eh già, perché ci sono anche quelli), ma per il resto purtroppo risulta essere un gioco veramente mediocre.

Ma partiamo dall'inizio.

In Neon Blood vestiremo i panni di un detective di polizia chiamato Axel McCoin. Axel ha un passato oscuro, di cui non si sa granché, anzi neanche il protagonista lo ricorda, e quando prova a rammentare qualcosa viene colpito da forti mal di testa

Il tormentato detective vive a Blind City, città inospitale e corrotta dalla criminalità, dove il degrado regna grazie anche alla Spark, una droga di cui abusa anche Axel. A contrapporsi a Blind City c'è Bright City, che è proprio l'opposto, dove vivono i potenti, le alte sfere, tra il lusso, lo sfarzo e il benessere. Insieme formano la megalopoli Viridis.

Perlopiù ci muoveremo a Blind City nella nostra avventura, e all'inizio Axel dovrà investigare sugli omicidi di ingegneri della Nilkcorp, azienda leader nel settore degli impianti cibernetici, comandata da Ruby Emerald, altro personaggio rilevante del gioco.

Senza continuare a parlare della storia per non fare troppi spoiler, il mondo in Neon Blood è sì cyberpunk, ma è troppo superficiale, non dettagliato, povero e approssimativo.

Quando provai lo scanner in dotazione di Axel, pensai che potesse contare effettivamente su impianti che variassero un po' il gameplay investigativo, e mi ha fatto ricordare Whispers of a Machine di Clifftop Games. Altra cosa che mi aveva attirato, ma purtroppo vi devo avvertire che Axel usa solo quello scanner, e per altre sue abilità bisogna andare a vedere i combattimenti a turni.

Quindi nel gioco ci muoviamo con WASD (se giocate con la tastiera), non si punta e clicca, non c'è un inventario, non si affrontano quasi mai enigmi, è raro che possiamo scegliere cosa rispondere... un'avventura un po' atipica, no?

D'altronde si sapeva, ma ci si aspettava qualcosa in più onestamente. 

Capitolo combattimento a turni: all'inizio saranno intriganti, ma a lungo andare saranno sempre più presenti, anche quando non ve li aspettate e che sono messi lì solo per allungare il brodo. 

A me non piacciono i jrpg e non potrei fare paragoni, ma ad un tratto sembrava come se dovessi stare attento a non beccare il classico Gennaro Bullo di Pokémon, che ti sfidava senza un perché.

Potremo usare oggetti nei combattimenti, potremo difenderci, attaccare e usare delle competenze. Di quest'ultime, andando avanti ne sbloccheremo anche delle nuove (così come gli oggetti), ma essenzialmente quando ci farete un po' la mano, capirete che solo l'Headshot è utile in queste fasi di gioco. E se per vincere i combattimenti bisogna spammare un attacco e alternarlo alla cura, anche qui il divertimento diminuisce drasticamente.

Difficilmente non vi annoierete giocando a Neon Blood, perché la storia sa di già vista ed è infarcita di cliché, e anche volendo apprezzarla al meglio con i dialoghi... beh, ecco...

Se è presente la lingua italiana, ci si aspetta una traduzione quantomeno decente. Purtroppo il gioco sembra sia stato tradotto con l'AI e che non sia stato revisionato. La narrazione si capisce ma alle volte sfocia nell'incomprensibile, tipo a Dust County. Oppure i testi si trasformano in francese o in tedesco.

In realtà, qualcosa di buono c'è da segnalare in Neon Blood, ovvero le poche cutscene in stile cartoon veramente ben fatte.

Ma oltre questo, c'è poco da salvare in questo titolo, e i ChaoticBrain Studios (i devs del gioco) sarebbero pure intenzionati a farne un seguito, visto il finale.

Se amate il genere cyberpunk, e volete giocare un'avventura un po' più classica e in pixel art, io vi consiglierei di buttarvi su un evergreen come Beneath a Steel Sky, o se volete qualcosa di più recente, VirtuaVerse dell'italiana Theta Division, che seppur con qualche difettuccio, surclassa decisamente questo Neon Blood, a cui assegno un voto di 5,5.

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