Appena l'ho iniziato, ero tipo "Ok, figata, un altro Dragon Age, vediamo chi mi danno da controllare stavolta". Invece di un Custode Grigio, eroico e silenzioso, mi ritrovo nei panni della figherrima Maga Hawke .
Un'umana profuga, scappata per un pelo al flagello del primo Dragon Age con la sua famiglia. Già lì ho capito che la storia sarebbe stata diversa, più personale, più...incasinata. Ma molto più fluida nei comandi e nel gameplay!
E Kirkwall? Non parliamone! Invece di un mondo vasto da esplorare, ci ritroviamo in 'sta città e nei suoi dintorni. All'inizio ero un po' "Ma che è sta roba? Voglio andare a zonzo!", però poi ho capito che Kirkwall è quasi un personaggio a sé . La vedi cambiare, evolvere, marcire nel corso degli anni. E Hawke è lì, in mezzo a tutto 'sto bordello, a cercare di farsi un nome, di proteggere la sua famiglia, di non impazzire con tutte le cose che gli capitano.
Il bello è che Hawke non è un personaggio predefinito. Sei tu a decidere se è una sarcastica bastarda, un idealista pronta ad aiutare chiunque, o un tipo pragmatico che pensa solo ai fatti suoi. E le scelte.... le scelte! Ogni dialogo, ogni decisione pesa come un macigno. Ti ritrovi a dover scegliere tra amici, a prendere posizioni in conflitti che ti fanno venire il mal di testa. E non sempre c'è la risposta giusta, anzi, spesso finisce tutto in un bagno di sangue. E vabbè!
I compagni di avventura...e che compagni! Ho apprezzato Varric , che avevo già conosciuto in Dragon Age Inquisition, quel nano chiacchierone con le sue storie incredibili (anche se a volte un po' esagerate, diciamocelo). Fenris con il suo odio viscerale per i maghi (forse l'unico personaggio con cui non ho empatizzato e che mi sono ritrovata contro al finale!). Merrill con la sua ingenuità e la sua ossessione per la magia del sangue che mi ha dato da pensare.
E poi la bella Isabela, pirata con la lingua tagliente e un certo non so che...sulla quale ho avuto anche un certo ascendente positivo...forse per le notti passate insieme? Chi lo sa!
Non parliamo del controverso Anders, il mago...con la sua "doppia" personalità...che sul finale ne combina una non di poco conto! Insomma, ognuno di loro aveva i suoi casini, le sue motivazioni, e le loro storie si intrecciano con quella di Hawke in modi pazzeschi. Mi sono affezionata, anche se non a tutti, discutevo, li supportavo nelle loro missioni personali. Erano come una vera e propria famiglia disfunzionale. Ci sta!
Il combattimento è stato più frenetico rispetto al primo. Potevo concatenare le abilità in modi spettacolari. Meno legnoso, meno punitivo, tanto è vero che ho giocato a modalità Normale. Tutto un altro pianeta rispetto a Origins! E pensare che è uscito solo 2 anni dopo. Capolavoro!
La storia... Beh, la storia è un crescendo di tensione. Ho iniziato come una profuga qualunque e piano piano mi sono ritrovata invischiata in intrighi politici, conflitti tra templari e maghi che diventano sempre più violenti, e segreti che vengono a galla che fanno dire "Ma che cavolo sta succedendo?!" Il finale... Beh, il finale è quello che è. Ti lascia con l'amaro in bocca, con un sacco di domande e la sensazione che niente sia veramente finito. Però è bellerrimo così!
Certo, Dragon Age II ha avuto le sue magagne. Le mappe riciclate erano un po' così, a volte la sensazione di essere "chiusi" a Kirkwall si faceva sentire. Però, la forza di questo gioco sta nei suoi personaggi e nella narrazione. Ti coinvolge emotivamente, ti fa prendere decisioni difficili e ti lascia riflettere sulle conseguenze delle tue azioni.
Per chiudere, Dragon Age 2 è un gioco che vi consiglio di provare (o di rigiocare, se l'avete lasciato in sospeso). Non sarà perfetto, ma vi regalerà un'esperienza intensa e personaggi che non dimenticherai facilmente. Fidatevi di me, ne vale la pena!
Vi lascio il primo episodio della mia bellerrima avventura!
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