The Rings of Power – Racconti della… Buonanotte

Per parlare della prima stagione di The Rings of Power devo necessariamente fare dei disclaimer iniziali ed introdurre tutto questo pezzo come si conviene. Quindi bear with me.




Sono statǝ ben lontanǝ da The Hobbit film e da The Rings of Power per un sacco di tempo.

Potrete immaginare le ragioni e vi prego di comprenderle; non c’è nulla di male ad aver apprezzato entrambe queste produzioni, ma per quanto mi riguarda il NO che urlo riecheggia nell’Eriador e non lo sentono nel Rhovanion solo perché ci sono le Misty Mountains di mezzo ad attutirlo.

Perché allora ho cominciato The Rings of Power, proprio recentemente?

Perché mi voglio male.

No.

In realtà a causa di un video beccato su Instagram in cui si ironizzava sui dialoghi della serie.

Dopo averne sentito il tenore ho deciso che non potevo privarmi della possibilità di farmi due risate.

In questo modo sto seguendo questa serie: ridendo, ironizzando, prendendola per un fantasy a caso in cui ogni tanto sento nomi che conosco.



Nella mia peregrinazione alla ricerca di materiale buono sul mondo di Tolkien, di questi tempi, mi imbatto sempre di più in video nei quali si fanno paragoni tra le opere scritte e le opere cinematografiche.

Siccome ho finito da poco la trilogia di The Hobbit, e dire che mi si sono rivoltate le budella è dire poco, mi sono rifugiatǝ in questi video ironici in cui si sottolineano gli orrori che quella trilogia è riuscita a fare massacrando, in più di un modo, quella decisamente più riuscita e più rispettosa di The Lord of the Rings.

Alla fine di uno di questi video la persona che parlava si diceva satura e aggiungeva che non avrebbe guardato The Rings of Power perché non ne poteva più di fanfiction.

ATTENZIONE.

Mi preme dissentire.

Le fanfiction non sempre, ma SPESSISSIMO, sono opere (gratuite) scritte con lo stesso impegno con cui si scrive un racconto originale o un romanzo.

Siccome so cosa si prova a scrivere fanfictions posso assicurare che troverete, tra quelle scritte ispirate dalle vicende scaturite dalla mente del Maestro, veri e propri gioielli rispettosi di luoghi, date, avvenimenti e studio dei personaggi. Gioiellini che proprio perché fanfiction sono stati scritti con AMORE.

The Rings of Power, ahimé, non è una fanfiction.

È, al massimo, una fanfiction scritta male.

Per me.

Lo posso senza dubbio prendere per un fantasy a caso, guardarlo senza rapportarlo al mondo di Tolkien e quindi godere, magari, di ambientazioni ed effetti speciali; ma non posso fare di più.

Vicende, dialoghi, reazioni dei personaggi, costumi… Per me è tutto fatto molto, molto male. E, se rapportato al mondo di Tolkien, profondamente irrispettoso.

Ma va bene lo stesso, eh? Non sto dicendo che lo debbano chiudere o che non dovete guardarlo, anzi, lo promuovo pure.

Perché può essere che chi non conosce il Maestro colga l’occasione, mentre guarda The Rings of Power, di andare ad informarsi un po’ di più.

Così da scoprire che il mondo di Tolkien, quello creato da lui, è qualcosa di meraviglioso e difficile da rendere, se non lo si fa con amore immenso.



Da una decina di giorni, ogni mattina, la mia amica, grande estimatrice di Tolkien e molto più esperta di me, si sorbisce i miei riassuntini di The Rings of Power che le mando con vocali di decine e decine di minuti dove le racconto le assurdità che accadono.

Povera. Lei non ha intenzione di guardarlo e comunque sa tutto lo stesso perché io la costringo.

Così ora, più o meno, riporto a voi le mie impressioni così come le ho raccontate a lei.



Ovvio che tutto ciò che scriverò è cosparso di ironia, enfatizzato, esagerato e messo giù come piace a me.

Per farvi un’idea della serie dovete guardarla e vi invito come sempre a farlo.

Questo mio pezzo non è denigrazione, sono le MIE sensazioni quando guardo la serie, è come IO reagisco.

Inoltre, importantissimo…

Le mie critiche non riguarderanno MAI il colore della pelle degli attori, l’appartenenza di genere degli attori e le altre classiche lamentele-cazzate che tanto danno fastidio ai bigotti oggi.

Gli elfi e gli hobbit possono essere fatti in qualunque modo, avere i capelli di qualsiasi lunghezza e i lineamenti di Schwarzenegger, non mi importa. Per me quelli non sono problemi.

Anzi, posso dire, ad esempio, di aver riscontrato in questa serie un’attenzione gradevole a non usare espressioni di merda e a non fare battute del cazzo offensive.

Ma quella è una cosa che oggi come oggi è DOVUTA, hanno fatto solo il loro dovere.



Detto ciò, The Rings of Power è una serie con grossi problemi narrativi, ma soprattutto con grossi problemi di studio dei personaggi, almeno per come io intendo il carattere dei personaggi e le loro reazioni.

Le vicende, poi, poggiano le loro basi su premesse molto spesso assurde.

Nel novantanove percento dei casi nulla di ciò che è raccontato qui è stato scritto dal Maestro.

 

Io e la mia amica, per parlarne, abbiamo deciso di cambiare alcuni nomi dei personaggi.

Arondir è spesso rinominato Aronne l’elfo.

Celebrimbor è l’elfo Celestino.

E Galadriel è Francesca.

 

Vi narro ora la storia de

L’importantissima Elsa occultata benissimo sotto al sanpietrino.

Dall’inizio della serie c’è ‘sto ragazzino umano figlio di Bronwyn, Theo, che si appropria indebitamente di questa spada rotta di cui è rimasta solo l’elsa.

Fa cagare, è rotta, ma lui ci tiene e la ruba.

Buonanotte.



Col passare degli episodi scopre che la spada a volte si attiva, la lama compare e diventa tangibile e può uccidere.

Che sia un oggettino oscuro si capisce anche se sei umano e un filino rincoglionito.

Succede che quest’elsa è proprio ciò che cerca uno dei grandi cattivoni della serie, Adar, dio degli orchi e personcina incazzosa.

Quando c’è l’attacco decisivo agli umani da parte degli orchi, Theo, sua madre Bronwyn e l’elfo Aronne innamorato di lei si preparano a resistere e combattere contro l’esercito di Adar.

 

Ma Adar sta arrivando e vuole proprio l’elsa, meglio nasconderla.

 

Attenzione.

 

L’elsa è qualcosa di importantissimo e Adar NON DEVE averla.

 

Nessuno sa perchè.

Noi no di sicuro.

Manco i personaggi della serie sanno perché.

Ma Adar non deve averla assolutamente.

E va bene.

Quindi Aronne si fa carico dell’occultamento dell’elsa.



Badate bene, Aronne è un elfo strano. Non vede un cazzo, non sente un cazzo ed è furtivo come la merda.

Va a nascondere l’elsa e si vede già che Theo gli va dietro, lo segue.

Ti fai seguire da un ragazzino? Ma che elfo sei?

Perchè il ragazzino è un po’ irretito dall’arma oscura, non la vuole perdere di vista.

E buonanotte.

 

Passiamo al momento dello scontro.

 

Ovviamente gli orchi hanno la meglio, Bronwyn viene ferita gravemente e tutti si nascondono in una baracca lì vicino per attendere la morte, presumo.



Arriva Adar e chiede l’elsa.

Aronne interviene, “Non te lo dico dov’è!”

“Allora uccido Bronwyn,” risponde Adar, “Ché tanto già è mezza morta, capirai.”

Insorge Theo e urla, “No, lascia stare mamma! L’elsa è qui sotto!”

Si abbassa, leva un sanpietrino e scopriamo che Aronne ha nascosto perfettamente l’elsa importante importante importantissima avvolta in un canovaccio sporco, sotto al sanpietrino.

Io penso

Dai, si saranno messi d’accordo e avranno scambiato l’elsa con qualcos’altro, per prendere tempo.

Che è comunque un’idea di merda, ma sempre meglio di quella di Aronne che invece ha nascosto l’elsa proprio lì.

E adesso ce l’ha Adar.

E buonanotte di nuovo.



Ma siamo solo alla metà della storia.

Arriva Galadriel che salva capre e cavoli, soprattutto capre, e mette in ginocchio gli orchi.

Alcuni muoiono, ma principalmente gli orchi vengono fatti prigionieri.

In particolare quello più pericoloso: Adar.

Lasciamo perdere la scena in cui Galadriel interroga Adar e lo minaccia perchè quella scena è terribile.

Passiamo subito alla parte dopo, quando tutti si mettono a festeggiare, ballare e cantare perchè

La vittoria è nostra!

Viva le Southlands!

Viva Galadriel!

E viva questo qua!




Che ci hanno detto che è il re, quindi sarà il re, no?

Tale Halbrand.

Re per sentito dire.

Evviva!

Anyway.

 

Galadriel consegna l’elsa del potere ad Aronne SENZA NESSUN BUON MOTIVO.

E Aronne, due secondi dopo, la consegna a Theo SENZA NESSUN BUON MOTIVO².

Buonanotte!

Cioè…

Theo ti ha appena detto che un po’ l’elsa gli piace e che era difficile separarsene e tu gliela consegni con queste parole.

Attenzione bene:

Vai tu a liberarti dell’elsa, buttala nel mare, così ti togli questo peso dal cuore.

Ma siete tutti coglioni?

Sì, certo che siete coglioni.

 

Sapete chi non è coglione?

Quello che l’elsa l’ha appena fregata e al suo posto ci ha lasciato un’accetta!

E buonanotte!

Ma sarà possibile?

Ce l’aveva Galadriel nello straccio sporco e poi è stata passata ad Aronne sempre nello straccio sporco.

Nessuno ci guarda dentro per assicurarsi che ci sia ancora, ‘sta cazzo di elsa?

Nessuno (due elfi, vorrei ricordare) si accorge, toccando lo straccio puzzolente, che dentro non c’è un’elsa, ma un’accetta?



Ma la vedete la differenza?

La capirei io, tastando, la differenza tra un’accetta e un’elsa!

Ma come cazzo state, elfi, come cazzo state?

Francesca, Aronne… ma non vi vergognate?

Non vi dico qual è la funzione dell’elsa, perchè devo ancora smettere di ridere.

 

La rubrica proseguirà, nella sofferenza MIA.

Se siete interessati stay tuned.

E, ovviamente, buonanotte. 

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