Stasis: Riscopro l'horror punta e clicca erede di Sanitarium

Dopo 9 anni dalla sua uscita, decido di giocarmi Stasis, e di rimanere quindi nella mia comfort zone delle avventure grafiche ma... c'è l'horror! Quello splatteroso!


Benché io non ami particolarmente l'horror, trovarlo nel genere di videogiochi che adoro non è cosa da tutti i giorni. Infatti, seppur ci siano, le avventure grafiche/punta & clicca horror sono poche.

E sono molto diverse fra loro ma, in questo caso, il gioco di cui vi parlerò oggi non può che farvi ricordare Sanitarium, della DreamForge Intertainment, uscito nel 1998.

Il gioco in questione è Stasis, sviluppato e pubblicato dai The Brotherhood, studio di sviluppo sudafricano dei fratelli Christopher Bischoff e Nicolas Bischoff.

Uscito nel 2015, ha un prequel chiamato Cayne uscito nel 2017 e free-to-play, e un sequel di nome Stasis: Bone Totem, uscito proprio l'anno scorso.

Questi giochi, da Sanitarium a Stasis e Co., hanno una cosa in comune oltre al fattore horror: la visuale isometrica.

Potete capire come il campo si restringa molto nel trovare un gioco con queste caratteristiche, ed ecco perché quando provai Stasis come molti pensai: ''Ma è come Sanitarium!'', che è praticamente l'unico gioco con cui possiamo compararlo.

Ma Stasis ne uscirà con le ossa rotte da questo confronto? Andiamo a sviscerarlo meglio...

Voglio fare una bella vacanza su Titano... ma mi sa che era meglio Fregene!

John Maracheck è un insegnante in un futuro lontano che, insieme alla moglie e la figlia piccola, si sta dirigendo in vacanza su Titano a bordo di una nave spaziale.

''Wow, che figata!'' potremmo pensare. Purtroppo John (che è il protagonista ndr.) si risveglierà da una capsula di stasi (fondamentale per affrontare un viaggio del genere), su una nave spaziale che... non è la sua.

In più è in pessime condizioni, ha bisogno subito di assistenza medica e la nave su cui si trova sembra essere disabitata.

Quello che John non sa è che di lì a poco vivrà proprio il suo incubo peggiore. Su tutta la nave, che si scoprirà chiamarsi Groomlake, c'è solo devastazione, sangue, morte, gore e scene raccapriccianti.

Il nostro protagonista dovrà farsi strada in mezzo a cose che mai avrebbe pensato potessero esistere e vedere, con il solo e unico obiettivo di ritrovare la moglie e la figlia.

Si può già intuire che nel gioco ci siano ispirazioni e riferimenti quali Alien e Dead Space. Io ci ho visto pure qualche similitudine con l'ambientazione di Prey, gioco del 2006 della Human Head Studios.

Vorrei però sottolineare che sì, quello che si vede sulla Groomlake è uno spettacolo disturbante, ma più che altro ti disgusta e non spaventa.

Ci sarà qualche sporadico ''jumpscare'' se così lo si può definire, ma che non riesce nel suo intento propriamente.

Ma come riusciremo a capire quello che sta succedendo e che sta vivendo John se non c'è nessuno su questa nave? Beh, apparentemente non c'è nessuno, ma per dipanare la storia verranno in nostro soccorso PDA e computer di bordo.

Leggere o non leggere, questo è il dilemma

Se nei computer potremo trovare qualche email o altri dati per saperne di più, di PDA ne troveremo una caterva pronti a raccontarci alcune giornate degli sfortunati passeggeri della Groomlake, tipo diario.

E non è che tutto ciò che ci troveremo scritto sarà interessante e utile, anzi. Personalmente ad un tratto leggevo molto velocemente quello che c'era scritto nei PDA, perché volevo andare avanti e non perdere troppo tempo a leggere qualcosa che in teoria dovrebbe immedesimarti ancor di più nel gioco, ma in sostanza non lo fa.

A volte mi è capitato pure che mentre cliccavo su un PDA per vederlo, John incominciava a parlare per via di qualcos'altro, costringendomi a uscire dall'apparecchio in tutta fretta per vedere se stesse dicendo qualcosa di importante (perché il gioco è solo sottotitolato in italiano, ndr.)

Può sembrare una minuzia, ma non potevano fare in modo che quando apri il PDA, il gioco si fermi? Come quasi tutti gli altri giochi in cui c'è questa feature?

Ma diciamo che le cose che non ho apprezzato particolarmente sono altre, andiamo a vedere quali.

Requiescat in pace

Ebbene, in questa avventura John può morire, e nei modi più brutali e disparati possibili. Cosa che io, in questo tipo di giochi, aborro. Ma vabbè, c'è questa possibilità, basta stare attenti... seh, come no.

John in certi frangenti, ha l'occasione di suicidarsi con degli oggetti appositi, ma in altri momenti può morire nel caso non riuscisse a risolvere determinate situazioni o enigmi.

Enigmi che molte volte sono trial and error, o seguono una logica imbarazzante o sono semplicemente difficili.

Eh sì, Stasis mi ha messo a dura prova, e anche se questi giochi sono il mio pane quotidiano, non è stato affatto semplice completarlo, facendomi ricorrere alle soluzioni in più di un'occasione.

Ritornando alle cose che non ho apprezzato, John verso la prima parte del gioco, sembra avere a che fare con un ''nemico'', che si presuppone affronterà, ma questo poi non accade.

Questa ''minaccia'' verrà relegata ad un ruolo di contorno, e non so quanto possa essere spoiler perché sto cercando di non essere troppo specifico e dettagliato.

In più, altra cosa che potrebbe sembrare una cosa da niente, ma che per me non lo è, quando John muore puoi continuare la partita con il tasto apposito, e fin qui ok.

Ma il gioco molto spesso non ti ricarica nel momento prima che tu morissi, ma una location prima, oppure prima di un dialogo non skippabile.

A questo punto, tanto vale salvare spesso, no? Che è quello che ho fatto io per non ripetere azioni già fatte o vedere cose già viste, cosa che mi fa bocciare il sistema di checkpoint.

Infine, la mancanza degli hotspot evidenziabili potrebbe essere un problema, ma gli sviluppatori hanno sopperito a questo rendendo ''illuminati'' i punti con cui si può interagire.

In rari casi, anzi forse in un unica occasione, questa illuminazione non c'è, rendendoti impossibile da capire cosa dovessi cliccare e, di conseguenza, raccogliere.

Un sistema di gioco classico

Ricordiamoci che essendo una avventura punta & clicca, il gameplay sarà più o meno quello di sempre.

Hai un inventario in fondo a sinistra, in cui non potrai avere mai più di 5-6 oggetti, devi combinarli per risolvere gli enigmi, e si userà solo il pulsante sinistro del mouse.

Infatti pensavo che con il pulsante destro potessimo ottenere delle descrizioni di oggetti o zone di interesse.

Invece già passando con il cursore su queste zone e senza cliccare nulla, ci saranno delle descrizioni che io definirei ''poetiche'', crude e dark, anche se si trattasse di vedere una luce di emergenza o le pale di una ventola che gira.

Ed è una cosa che tutto sommato ho apprezzato.

Così come ho apprezzato il sonoro, non tanto per le musiche, ma per tutti quei suoni, rumori, voci o urla che si sentono di sottofondo. Veramente d'effetto.

"Si Stasis come d’autunno sugli alberi le foglie"

Concludo citando Ungaretti a modo mio, che Stasis non mi ha sorpreso o sconfinferato più di tanto.

La storia non è niente di nuovo in fin dei conti, il finale l'ho trovato piuttosto insignificante e, per dirla tutta, a me manco Sanitarium piacque molto, anche se viene ritenuto un cult.

Forse sì, Sanitarium era più originale, era più horror/thriller psicologico, mentre invece qui Stasis si concentra di più nell'esagerare a schifarti per quello che succede sulla Groomlake.

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