Ho qualcosa da dire su un fenomeno davvero patetico.
Insultare e minacciare di morte i creatori di un’opera se qualcosa nella trama non piace.
In quest’epoca di connessione estrema, in cui mentre vai a fare la spesa puoi mandare un messaggio al Papa, se così ti gira, trovo che alcune persone con problemi gravi si prendano troppe confidenze con coloro che possono contattare.
È una cosa che capita a chiunque, però chi è conosciuto e famoso rischia di più, per ovvie ragioni.
Spesso e volentieri gli artisti ricevono sgradevoli attenzioni proprio a causa di questa possibilità di connettersi con chiunque in qualsiasi momento.
Il fatto di poter mandare in tempo reale un messaggio all’artista di turno non dà a niente e nessuno il diritto di insultare perché la tale opera, il tale contenuto non incontra i nostri gusti.
L’altro giorno qualcuno (o qualcosa) ha scritto a David Jenkins che Our Flag Means Death è stato bello fino ad un certo punto.
Poi è diventato Woke and Gay e non è stato più bello.
David ha risposto che è SEMPRE stato Woke and Gay fin dal principio.
Quindi che cazzo di serie avrà mai visto quell’essere o qualunque altra cosa fosse che ha scritto il commento?
Sì, perché io che sono stronzǝ, ma fondamentalmente speranzosǝ, penso sempre che certe cazzate le scrivano account creati apposta per provocare discussioni.
Perché si sa che discutere attira l’attenzione più della civiltà e della buona educazione.
Non capirò mai perché, però è così.
Io sono quellǝ che AMA le storie senza drama e l’amore a suon di canzoni tipo musical che comincia bene, prosegue bene e va avanti all’infinito sempre bene.
Per me queste sono storie validissime.
E quindi anche in rete, sui social, sono più colpitǝ dalla gente che si vuole bene che dalle merde che istigano alla violenza.
Ma pare che quelli come me non siano in tanti.
Perciò capita che vengano scritte apposta frasi provocatorie per scatenare l’inferno.
Che siano scritte da persone vere o preparate in quantità e poi mandate tramite account fasulli hanno comunque l’intento di infiammare la sezione commenti del personaggio famoso di turno.
Io non risponderei mai ad affermazioni provocatorie del genere, perché partono dal presupposto che la persona che le esprime non sappia nemmeno cos’ha guardato.
Ma David ha risposto l’unica cosa sensata e anche la più ovvia.
Our Flag Means Death è WOKE ed è GAY, tutto GAY, fin dal day one.
E grazie al cielo e a tutti gli dei per questo, aggiungerei.
Ancora oggi si usano queste due parole come fossero qualcosa di brutto, sbagliato, di moda, noioso o da cui stare alla larga.
E quanta pena mi fa la gente che si sente così: minacciata dal WOKE e dal GAY.
Rido tantissimo.
E mi frego le mani dalla gioia.
Perché ripeto anche qui che non importa che sia fatto per moda, per accaparrarsi pubblico, o addirittura per politica. Frega un cazzo.
FATELO.
Adesso tocca a me essere accontentatǝ in quello che voglio vedere e sentire.
Non tutte le volte, ma capita più spesso.
Ho passato anni ad inveire contro storie di merda, sempre le stesse, contro le ingiustizie del mondo dell’intrattenimento e adesso…
VAFFANCULO!
Almeno c’è Our Flag Means Death.
É lì, nessuno lo può cancellare, esiste.
WOKE and GAY, signore e signori che vi cagate in mano quando vedete qualcosa che non rientra nei vostri canoni di normalità.
Quanto rido.
E quanto gioisco.
Però ecco che quando si ha l’autore a portata di mano si pensa bene di andare ad insultarlo se ciò che ha creato non è di nostro gradimento.
Non sto parlando del semplice dire: questa cosa non mi piace.
Ci mancherebbe, ne hai tutto il diritto.
Ma andare a casa dell’artista ad insultarlo, minacciarlo, e in questo caso a giustificare il tuo fastidio nei confronti dell’opera con la tua omofobia… Quello è patetico. E anche malato.
C’è un folto gruppetto di idioti, poi, che pensa sia corretto andare ad insultare scrittori e scrittrici quando succede qualcosa all’interno della storia narrata che non volevano succedesse.
E via di minacce di morte a* autor* in questione perché in una serie, ad esempio, è morto il loro personaggio preferito.
Ma state bene?
Non state bene, ovviamente.
Quindi vi prego dal profondo del cuore di fare altro, invece di guardare la tele e leggere libri.
Voi siete la parte patetica di chi fruisce dell’intrattenimento.
Siete gli stessi idioti che minacciano di morte l’attrice che interpreta Abby e gli sviluppatori di The Last of Us part II per avere ucciso Joel.
Per favore smettete di guardare telefilm, film e di giocare ai videogiochi.
Uscite e andate a giocare a palla, o a guardare gli scavi, o ad infilare la testa in un nido di vespe.
Per favore.
Ma guarda te se può esistere gente che va a minacciare di morte qualcuno perché ha deciso di far morire un personaggio in una storia.
Beh, se esistono cretini che definiscono pedofili quelli che disegnano o scrivono storie con dentro bambini…
(Ho scritto un pezzo in inglese un po’ di tempo fa su questo argomento, qui sul mio blog.)
Sempre più difficile distinguere la realtà dalla fantasia, eh?
A furia di stare attaccati a ‘sti telefonini…
Geni.
Andate a studiare o ad aiutare la gente che ha bisogno veramente, invece di preoccuparvi per i personaggi che non esistono.
Attenzione.
Non sto dicendo che non si possano provare sentimenti fortissimi per un personaggio immaginario.
Anzi.
Io li provo tutti i giorni.
Si può provare una connessione fortissima con un personaggio che è frutto d’immaginazione, e può succedere per tantissimi motivi diversi, primo fra tutti l’identificazione.
Ciò che non si può fare è trasportare nella realtà questo tipo di sentimenti e prendersela con chi esiste veramente per andare a difesa di chi non esiste.
Ma scherziamo?
Anche qui è incapacità di gestire le proprie emozioni.
Forse io mi sono tempratǝ con Stephen King fin dai tredici anni, quando mi nascondevo in un angolo a piangere per tre giorni perché sistematicamente, in ogni santo libro, uccideva il mio personaggio preferito.
Spiegarvi il dolore che provavo è impossibile.
Perché ero giovane e non avevo ancora gli strumenti per superare dolori così astratti.
Adesso se ci ripenso mi viene da sorridere.
Perché sono talmente tanto abituatǝ che le predico pure, le morti dei miei personaggi preferiti, e poi le aggiusto come decido io, quando voglio e come voglio.
Ma mai nel corso della mia vita, neanche quando ero giovanissimǝ, ho pensato che la morte di un personaggio dovesse essere vendicata insultando o minacciando l’autore o l’autrice dell’opera.
Tra l’altro dovreste capire cosa significa scrivere e partorire dei personaggi per poter comprendere che quando muoiono non muoiono perché lo decide chi scrive.
È la storia che si racconta da sola e a volte la storia va così.
Ma questo è un discorso a parte.
Anche se uccidere un personaggio fosse assoluta volontà di chi scrive, quella persona poi non deve ritrovarsi a combattere contro dei coglioni che gli augurano di morire o che lo minacciano di morte per la sua decisione.
Siamo arrivati ad un livello di assurdità e di incapacità di scindere la realtà dall’immaginazione che è davvero preoccupante.
E se perfino un’opera come Our Flag Means Death, che non ha un’ombra di ingiustizia al suo interno, deve subire questo trattamento, viene davvero il voltastomaco.
Sì perché David, oltre a ricevere a volte insulti scontati, da parte dei soliti coglioni, per aver avuto il coraggio di raccontare una bellissima storia gay, ultimamente riceve anche minacce di morte per lo svolgimento della storia in sé, nella seconda stagione di Our Flag Means Death.
Magari le stesse persone che due giorni prima lo osannavano, poi l’hanno minacciato di morte o gli hanno augurato di morire perché ciò che lui ha scritto nella seconda stagione non stava loro bene.
E ripeto che questo grado di interazione con chi crea opere non va bene.
Questo livello di confidenza che ti permetti ha del preoccupante e chiaramente dice tanto sulla persona che esterna certe emozioni in quel modo.
Come fai a pensare che sia accettabile scagliarsi contro un altro essere umano perché la storia che ha raccontato va in un modo che a te non sta bene?
Ripeto: dire non mi sta bene è un conto, ne hai il diritto, anzi, lo DEVI poter fare.
Insultare e minacciare chi ha scritto sta su tutto un altro livello di malattia mentale e pericolosità.
Tu che ti permetti una cosa del genere dovresti essere silenziatǝ e dovrebbe esserti revocato ogni diritto di pigiare tasti su una tastiera e avere social attivi.






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