Hannibal S01E04 – ɶuf – Approfondimento

 

In questa quarta puntata della prima stagione di Hannibal sono diversi i punti su cui voglio soffermarmi.





L’episodio è incentrato sul concetto di famiglia che, come vedremo, è di fondamentale importanza nella ricerca di stabilità e normalità di Will.

Will già si è costruito una sua famiglia con tutti i cani che ha salvato e che ha messo al sicuro sotto al suo tetto. Ma per la normalità di cui lui crede di aver bisogno i cani non bastano, Will necessita dei propri simili.

Da lì il desiderio di occuparsi di Abigail insieme a Hannibal.

Sto ovviamente analizzando la puntata in base a quello che per me ricerca Will, in base a quelle che sono le mie sensazioni nei suoi confronti.

Io non concordo con Will e ritengo che il concetto di famiglia sia assolutamente individuale.

Qualsiasi creatura può essere famiglia e qualsiasi nucleo può definirsi familiare con o senza figli.

Famiglia è ciò che IO scelgo come famiglia.

Ma se Will necessita dei suoi simili ben venga, ha il diritto di perseguire quello che è il suo desiderio di paternità.



Per discutere del concetto di famiglia la sceneggiatura qui utilizza una narrazione davvero incisiva.

Dovendo comunque metterci di fronte l’ennesimo psicopatico assassino, ne crea uno che proprio sulle famiglie va a scatenarsi.

Will indaga dunque su scene del crimine raccapriccianti dove tutti i membri di una famiglia sono stati sterminati in un momento di aggregazione come ad esempio un pranzo o lo scambio dei regali a Natale.

Will intuisce subito che c’è qualcosa che non va e che i membri della famiglia uccisi sembra che siano stati tenuti in scacco da qualcuno che conoscevano.

Da quell’intuizione si arriva a scoprire che ogni famiglia attaccata aveva qualcosa in comune: avevano tutte perso un figlio in passato, un figlio che era stato rapito e di cui non si era saputo più nulla.

Proprio quel figlio poi tornava a bussare alla porta di casa e li uccideva successivamente.



In breve tempo Will, con un’intuizione di Alana, scopre che è una donna a rapire i bambini, che lei reputa troppo denutriti e quindi trattati male dalle loro famiglie.

Li manipola, li tiene legati a sé e a tempo debito li convince che l’unico modo che hanno per essere felici nella loro nuova famiglia, con lei e tutti gli altri ragazzini rapiti, è liberarsi dei loro vecchi familiari.

Così li porta ad uccidere a sangue freddo le loro famiglie.

Trovo geniale questo stratagemma narrativo per trattare il tema della famiglia d’origine e di quella che ti scegli tu, come dicevo prima.

Qui chiaramente deve essere inserito in un contesto folle e criminale, e quindi ne viene fuori una versione malata, ma il concetto rimane.

Questa è la prima puntata in cui Will ammette con Hannibal di non aver solo assunto il punto di vista di Hobbs, ma di essersi sentito LUI in tutto e per tutto in diversi momenti della giornata, anche dopo che Hobbs era morto.



Queste dichiarazioni di Will serviranno in futuro a Hannibal per incastrarlo, ma al momento sono solo musica per le sue orecchie.

Dall’espressione del dottore si evince quanto lo intrighi la capacità di Will di entrare nei panni di chiunque e quindi anche nei suoi.

Basta solo che Will indaghi sui suoi omicidi e anche Hannibal può provare l’ebbrezza di essere visto e compreso da Will.

Hannibal chiede a Will se era come se fosse diventato Garret Jacob Hobbs e Will gli risponde “So chi sono e non sono Garret Jacob Hobbs.”

Un po’ la risposta di rito che si deve dare al proprio analista dopo una domanda del genere.

Ma si vede che Hannibal già ha delle considerazioni da fare su quest’affermazione.

Certo che Will non è Garret Jacob Hobbs. Will sarà capace di fare cose anche peggiori, lo vedremo.



Mentre Will indaga lontano da casa, Hannibal si prende cura dei suoi cani.

Ora…

Io ho già detto che non amo particolarmente il modo in cui Will tiene i suoi cani.

Ne ha sette, non c’è quasi mai a casa, a volte sta via per giorni… Per come la vedo io quello non è amare i propri cani.

Però bene che li abbia tolti dalla strada e che abbia dato loro un tetto dove ripararsi.

Certo che lasciarli a Hannibal è comunque una dimostrazione di grande fiducia nei confronti di un uomo conosciuto da poco e col quale dovrebbe avere solo un relazione dottore/paziente.

‘Sta ceppa.

In breve tempo Hannibal ha anche le chiavi di casa di Will e pieno accesso a tutta la sua roba.

Capirete la gioia di Hannibal che sguazza tra vestiti, suppellettili e mobili di Will.

Will è un pescatore e ama prepararsi da solo le sue esche.

Hannibal ha accesso anche al tavolo di lavoro dove le esche vengono costruite e vedremo come questo sarà un ulteriore problema per Will.



Perché Will, schivo, introverso e asociale conosce Hannibal e proprio con lui commette il grave errore di fidarsi e aprirgli casa sua?

La risposta a questa domanda è sempre la stessa. Evito di ripeterla per non annoiarvi.

Abigail nel frattempo è sulla via della guarigione, deambula, gironzola e diventa sempre più irrequieta. Vivere in una casa di riabilitazione insieme ad altre vittime di abusi comincia a diventarle stretto.

Certo, se più che essere una vittima di abusi sei un carnefice e tendi ad avere la stessa mentalità criminale che aveva tuo padre ti sta stretta sì la vita in mezzo a gente che ha sempre subìto.

Alana la prende sotto alla sua ala protettrice ma, a differenza di Hannibal, Alana si fa fregare da Abigail come poche.



E per questo motivo entra in contrasto con Hannibal in diverse occasioni.

Piccola digressione che faccio qui, ma che potrebbe essere fatta in qualunque altro punto delle tre stagioni di Hannibal.

Amo che ci siano così tanti personaggi femminili, amo il genderswap fatto sempre in favore delle donne e amo che questa serie sia così innovativa sotto molti punti di vista che mano a mano vedremo.

Però le donne che ci sono qui non sono ancora le donne che vorrei vedere io.

Né Alana, né Beverly, né Bedelia…

È vero che in questa serie nessuno è positivo e in nessuno potrei mai rispecchiarmi per questo o quel motivo, ma di donne come le intendo io non se ne vedono.

Ci perdono nei confronti degli uomini e, siamo sempre lì, come rappresentazione è davvero debole.

C’è solo una donna che amo a dismisura, che non fa nulla di sbagliato e che dice solo cose giuste.

La incontreremo alla fine di questa puntata.

E purtroppo sarà il personaggio col destino più infame.

Will e Hannibal parlano dell’infanzia.



Will non ha mai conosciuto sua madre, era povero, sempre in viaggio col padre che si spostava da una città all’altra, sempre senza amici.

La cosa particolare di questa normalissima conversazione col proprio analista è che Will chiede a Hannibal di parlargli della SUA infanzia.

E Hannibal lo fa, anche per far notare quanto loro due abbiano in comune (Hannibal orfano tirato su dallo zio) e quanto abbiano in comune con Abigail.

Hannibal instaura legami sempre più stretti in qualsiasi momento a disposizione. Usa tutto ciò che è in suo potere per avvicinarsi a Will. E non mente, perché racconta cose vere della sua infanzia.

Questo fa già notare come Hannibal giudichi Will un suo pari.

Più avanti nella serie la frase “It’s only cannibalism if we’re equals” (È cannibalismo solo se siamo simili) detta da Hannibal accenderà una luce sul fatto che, anche se il suo nome fa rima, Hannibal non si considera esattamente un cannibale.



Infatti non gli passa manco per la testa di uccidere e mangiare Will nonostante il profiler sia pericoloso per lui e anche abbastanza screanzato per i suoi gusti.

Ad esempio in questo episodio vediamo Will entrare in ufficio da Hannibal buttando sul divano la propria borsa e la propria giacca. Non saluta nemmeno. Poi si avvicina alla scrivania di Hannibal e comincia a toccacciare in giro cose che non sono sue.

Sembra che io stia come al solito usando ironia per descrivere una semplicissima scena, ma non è così.

Questo pezzo è emblematico per comprendere che importanza ha Will nella vita di Hannibal.

Hannibal è precisino, maniacale, geloso delle sue cose e amante della buona educazione.

Questo qui arriva, puzza di cani, ha peli di cane sui vestiti, butta in giro la sua roba sul divanetto dell’ufficio e tocca le cose che trova in giro oltre a sedersi col culo sulla scrivania in più di un’occasione.

Non è normale che Hannibal non dica niente.

Lo vedrete con un altro personaggio, Mason, e in parte anche con Franklyn, che questo modo di comportarsi a Hannibal non sta bene affatto, non lo permette a nessuno.

A Will sì.

Anzi, in questa particolare scena Hannibal è tanto distratto dal fondoschiena di Will che manco si accorge del resto.

Ecco la prova.



Va beh, qui sto leggermente scherzando. Ma solo leggermente perché a mio avviso chiaramente lo sguardo di Hannibal lì è finito.

Will ha la scusante di essere sconvolto per il caso a cui sta lavorando.

Vedrete che Will tende ad andare da Hannibal OGNI volta che è sconvolto.

Sarà anche normale andare dal proprio analista quando si è sconvolti, però per essere uno che l’analista manco lo voleva…

La sofferenza di Will è non poter ridare ai bambini assassini la loro famiglia.



Li chiamano i Lost Boys (Ragazzi Perduti) e una volta che vengono convinti ad uccidere le loro famiglie pure a trovarli e fermarli non è che si cura il fatto che sono bambini rovinati per sempre.

Per Will la famiglia sarebbe tutto, per questi bambini invece diventa sacrificabile pur di sopravvivere.

La donna che li tiene in ostaggio li convince a liberarsi delle loro famiglie in nome di una famiglia più giusta in cui stare, ma li minaccia anche che se non lo faranno succederanno cose orribili.

Un bambino esita ad uccidere la madre e finisce bruciato vivo nel camino. Insomma, la donna non scherza, chiaro che i ragazzini ubbidiscano.

Però la paura di morire non è abbastanza per farti uccidere la tua famiglia, la manipolazione non è abbastanza per portarti ad uccidere chi amavi fino a poco tempo prima.

In questo sono d’accordo con Will: i ragazzini non potranno mai riavere indietro ciò che hanno dato via.

Nella scena in cui Will parla di questo con Hannibal, Hannibal gli pone un domanda.

Chi chiede “Feeling paternal, Will?” (Ti senti paterno, Will?) riferendosi a Abigail naturalmente.

E Will non gli risponde, gli pone una domanda lui stesso. Gli chiede “Aren’t you?” (E tu, non ti senti paterno?)

Hannibal risponde subito “Yes.

Capite che Will ammette di avere sentimenti paterni nei confronti di Abigail, ma pretende che Hannibal ammetta i suoi come fosse per lui necessario sapere che non è il solo a volersi prendere cura della ragazza.

Non è una cosa che chiede ad Alana, seppure sia una psicologa molto vicina alla ragazza e, vedremo, anche qualcuno che a Will piace molto.

No, Will lo chiede a Hannibal. È sempre con Hannibal che Will condivide la paternità di Abigail.

Hannibal decide di andare a prendere Abigail alla casa di cura e se la porta a casa.



Fantastico, perché questo fa sempre come pare a lui e se intravede la possibilità di combinare qualcosa di buono con Will non guarda in faccia a nessuno.

Sì perché, anche se non è chiaro nella puntata, posso dirvi io che l’idea di base di Hannibal era avere una cenetta familiare con Abigail e Will senza essere disturbati.

Purtroppo questo non sarà chiarissimo nell’episodio, perciò vi spiego io quello che ho imparato in anni e anni di discorsi all’interno del fandom e di dichiarazioni di Bryan stesso.

Hannibal porta a casa Abigail e, già che ha fatto una cosa per cui Alana gli staccherebbe la testa, decide di metterci su un altro carico da undici e invita la ragazza a prendere un tè con funghi allucinogeni.

Questo per rilassarla e permetterle di non pensare più a tutte le cose che la affliggono.

Abigail accetta.

L’ho già detto in uno dei pezzi su Interview with the Vampire, ma lo devo ripetere anche qui.

Perché questo è il telefilm che per primo ha mostrato un meraviglioso e giustissimo cambio di rotta rispetto al passato.

Abigail è una giovane donna di diciotto, diciannove anni. In qualsiasi altra schifezza di opera per grande o piccolo schermo sarebbe stata oggetto di interesse sessuale di qualsiasi protagonista uomo non importa di che età.

Qui MAI e per nessuno motivo, neanche per un secondo.

Abigail è una ragazzina vittima di un grave trauma che i due protagonisti adulti vedono come una figlia fin da subito. Non si hanno dubbi in proposito. Mai.

Dovrebbe essere la normalità, invece purtroppo questa è forse la prima opera in cui ho visto una cosa del genere.



Ad ogni modo Abigail si stona coi funghi e si diverte a vedere Hannibal preparare la cena.

Nel frattempo Will e compagnia bella trovano la donna coi ragazzini in procinto di trucidare l’ennesima famiglia e riescono ad arrestare lei e salvare la famiglia.

Ma anche il ragazzino che stava per sparare ai suoi genitori viene preso in custodia da Jack e qui Jack si attira la mia simpatia (capita raramente) perché si dimostra molto coerente.

Così come per Abigail, che lui considera complice del padre anche se ancora non ha le prove per dimostrarlo, anche con questo ragazzino quasi omicida Jack non usa mezzi termini.

Lo tratta come un criminale qualsiasi, non gli indora la pillola e gli parla schietto e brutale anche se ha una decina d’anni.

Quando prendi una pistola in mano smetti di essere un bambino, quando premi il grilletto l’infanzia poi è come se ti fosse stata revocata.

Perciò io apprezzo.



Ciò che non apprezzo è il sottile tema in sottofondo dell’essere umano che non ha figli e che quindi si comporta così perché non ha figli.

Jack è senza figli, ma non è senza famiglia. Che il ragazzino criminale gli dica “Se non hai una famiglia non puoi sapere com’è” mi fa girare le palle in maniera vertiginosa.

E tu, merdina che stava per ammazzare sua madre perché gliel’aveva suggerito un’altra persona, tu sai com’è avere una famiglia?

Ma che cazzo dici?

Come ti permetti?

E il bello è che Jack sta zitto e si becca il rimbrotto per questa strana convinzione di alcuni che chi non ha figli se ne pente tutta la vita e perciò anche Jack. Quasi si sente in colpa di non averne.

A casa di Hannibal scoppia il putiferio perché arriva Alana che tira giù muri, tetto e qualche santo dal cielo urlando a Hannibal tutto il suo sdegno per come si è comportato con Abigail.

Abigail è una sua paziente e Hannibal non aveva alcun diritto di farla uscire dalla clinica senza il suo permesso.

Ha ragione ovviamente.

Se sapesse pure che Abigail si è bevuta la tisanina ai funghi…

È qui che parte la scena incriminata.



Nel senso che nessuno dice niente, ma la tavola è apparecchiata per tre e lì Alana non ci doveva essere perché nessuno l’aveva invitata.

Alana si presenta lì incazzata per sgridare Hannibal, ma nessuno l’ha chiamata.

Appena si trova a casa di Hannibal vede apparecchiato per tre e si accomoda a tavola pur sapendo che il posto non era per lei.

E nessuno dei presenti afferma il contrario, nessuno dice nulla e lo spettatore può solo ipotizzare.

Di fatto quella scena doveva avere Will a tavola o almeno doveva essere reso chiaro che loro stavano aspettando Will. Ma, insomma, questa cosa poi nella versione finale della puntata non è mai stata resa chiara.

Siccome Abigail ancora in preda ai funghetti ha le allucinazioni e guardando Hannibal e Alana vede i suoi genitori, sarebbe stato infinitamente più incisivo se avesse avuto quell’allucinazione guardando Hannibal e Will.

La famiglia tradizionale sempre e comunque mi urta davvero i nervi.



Talmente tanto che ci ho scritto una fanfiction su questa scena cambiandola come pareva a me.

Come vi avevo accennato sul finale conosciamo l’unica donna e anche l’unico personaggio per cui io nutro grande amore e che purtroppo è anche quella col destino più infame.

Trattasi di Bella, la moglie di Jack.



Che non solo è moglie di Jack, quindi poverina, ma come vedremo ha anche qualcosa che al momento sta nascondendo e che le ha cambiato completamente il corso della vita.

Si vede che nella coppia c’è tensione. Bella si infila sotto alle coperte e Jack le chiede “È troppo tardi per avere dei figli?” e Bella risponde “È troppo tardi per me.

Questa frase può essere letta con ben più di un’interpretazione.

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