FALLOUT – L’importanza di farsi domande

 

Ho da poco concluso Fallout, la serie, e apro questo pezzo dicendo che mi è piaciuta tantissimo.

Con tutte le dovute specifiche a quanto appena dichiarato, come sempre, ma che viaggio entusiasmante!




Ho guardato la serie di Fallout essendo praticamente all’oscuro di tutto.

Perché non ho mai giocato al titolo né visto dei gameplay.

Eh, lo so, my bad, ma rimedierò.

Quindi non mi soffermerò su differenze e quant’altro riguardi il racconto originale, ma vorrei solo fare considerazioni su storia e personaggi come visti nella serie.

Fallout offre una quantità infinita di spunti di riflessione, non so nemmeno se riuscirò a parlare di tutto.

Cominciamo subito da Lucy.



Ho provato, anche se con fatica, ad immedesimarmi in lei, a mettermi nei suoi panni, altrimenti avrei dovuto liquidarla come una folle rincoglionita.

Di base per me quello è fin dal principio.

Se la tua vita è in funzione di ciò che puoi fare per la comunità già partiamo male, con me.

Ma se questo CIÓ che puoi fare riguarda il tuo stesso corpo e l’immolare la tua stessa vita per il bene del futuro del mondo con me hai proprio perso in partenza.

Quindi non è che Lucy, col suo volersi sposare e figliare per ripopolare la terra, mi stia proprio simpatica.

Per me non ha capito un cazzo della vita e, soprattutto, si fa trattare come la maggior parte delle donne sulla faccia della terra non vuole più essere trattata.

Duecentovent’anni dopo il 2077 e siamo ancora lì?

Donne che vengono cresciute col culto del ripopolamento e vengono costrette (anche se non con la forza con l’indottrinamento, è uguale) a sposare un uomo a caso e partorire figli finché possono?

Anche no.

Anche che schifo.

E come faccio a provare interesse per un personaggio del genere, scusate?

Eppure succede.

Perché Lucy è cresciuta non solo in un mondo post apocalittico, ma in un mondo post apocalittico che partiva da una realtà che pare essersi fermata agli anni ’50.

E da lì si partiva già malissimo in quanto a rispetto per le donne.

L’apocalisse non ha migliorato la situazione.



Tralascio di dire che le storie che partono da queste basi hanno rotto, perché se leggete ciò che scrivo lo sapete già cosa penso in proposito.

Come sempre mi focalizzerò su altro e proverò a non sottolineare che è possibile scrivere una storia che in qualunque era e realtà alternativa sia ambientata può dare alle donne ruoli diversi da quelli che si scrivono da decenni e decenni, sempre gli stessi, sempre uguali.

Chiusa parentesi.

Devo ringraziare il fatto che oggi si sta più attenti a quello che si dice e si fa in serie come questa se il risultato finale, anche se non perfetto, non mi disturba.

Lucy è uno stereotipo di donna con pessimi ideali che però mano a mano si adatta alla situazione. Non le si può chiedere di più.

Cerchiamo di fare un paio di considerazioni più articolate.

Lucy è una che si sa muovere, che non ha paura, che ha dei compiti e li vuole portare a termine.

È forte, coraggiosa; a parte qualche cazzata che dice, ma che penso le sia stata inculcata, è anche intelligente.

È stata tirata su in un mondo che in teoria ripartiva da zero dopo un disastro nucleare e ovviamente ripartendo da zero ha ricommesso tutti gli stessi errori da capo, perché l’essere umano non impara mai un cazzo.

E così, anche in questo schifo di scenario, gli uomini perlopiù prendono le decisioni e le donne partoriscono figli.



La serie è molto intelligente perché chi come me si è messo a guardarla senza sapere molto del videogioco si è ritrovato di fronte una protagonista a cui hanno rapito il padre e che sceglie di addentrarsi in un mondo sconosciuto e pericolosissimo per andare a riprenderselo.

Trama banalotta ma sentita, toccante.

Lei, ingenua fino all’osso, pulita, semplice, leggera, parte senza il minimo dubbio alla ricerca del padre perduto rischiando la vita e, attenzione, contravvenendo ad uno dei principi solidi di questa nuova società creatasi dopo il disastro nucleare.

Il bene di uno solo non deve mai essere messo al di sopra del bene della comunità.

Vedremo che questo principio ovviamente vale solo per i poveri stronzi e le povere stronze che devono lavorare per gli altri.

È un principio che va a farsi benedire per tutti quelli che sono ai piani alti.

Perché anche in questa storia tutto gira attorno al fatto che non è vero che si sta cercando di creare un mondo migliore, non è vero che si lavora per il bene di tutti; si lavora sempre e solo perché alcuni possano vivere meglio e con più risorse di altri.

Alla fine è questo che succede nelle Vaults e anche sulla superficie: qualcuno mostra di avere sani principi, pochi, ma tutti gli altri hanno il pelo sullo stomaco di calpestare quei principi per il loro tornaconto personale.

La frase emblematica con cui veniva presentato il trailer di questa serie era pronunciata da Maximus, quel

Everybody wants to save the world, they just disagree on how” (Tutti vogliono salvare il mondo, solo che non sono d’accordo sul come)

E vedremo che questa frase non è assolutamente veritiera.



All’inizio tutto accade proprio a causa di chi il mondo non lo vuole salvare affatto, vuole solo raderlo a zero e farlo ripartire con la gente che conta.

Molto plausibile come scenario, non c’è che dire.

Ma Lucy non conosce tutto il marcio che c’è dietro alla fine del mondo e dietro alla costruzione delle Vaults, Lucy è stata cresciuta nel mito della ricostruzione del mondo, nel mito del ripopolamento.

È stata cresciuta pensando di far parte della generazione che avrebbe ridato vita al mondo e che sarebbe stata ricordata nei secoli come la generazione dei primi tornati a vivere sulla superficie sanata e ripulita da tutte le radiazioni post bombardamento.

Non si può volerle male perché Lucy è buona.

Buona in modo stupido e deleterio, ma buona.

Io non amo particolarmente il tema del personaggio che parte come buono e poi viene sporcato dalle circostanze. Non amo che il marcio debba per forza avere la meglio sul pulito. Non è giusto.

Certo, se continui a prenderle ti devi svegliare, ma non per forza diventare marcio anche tu.

E in questo Lucy soddisfa perché sul suo essere pulita e corretta è cocciuta.

Gliene capitano di tutti i colori, vede il peggio del peggio, considerando anche che esce da una gabbia dorata e si ritrova da sola catapultata nella devastazione totale e immersa nella violenza fino al collo.

Eppure si adatta.

Io amo i personaggi che si adattano senza snaturarsi.

Lucy ne succede una al minuto eppure non demorde nella sua volontà di rimanere corretta.

La Golden Rule, la chiama lei.

Essere gentili, aiutare, non fare del male agli altri.

E in sua completa antitesi c’è il Ghoul, infatti.



Il Ghoul Cooper Howard che ha visto il disastro nucleare succedere, che era lì quando tutto è cominciato.

Ha perso chi amava in quel disastro e, anzi, era sposato e amava proprio la donna che ha lavorato perché il disastro nucleare accadesse.

A differenza di Lucy, che ancora conserva fiducia nel genere umano, il Ghoul di fiducia non ne ha più.

E ha anche poco dell’umano ormai.

Le radiazioni l’hanno trasformato in una creatura con gravi problemi, manco a doverlo specificare, e la vita sulla superficie l’ha fatto diventare anche un mostro interiormente.

È senza scrupoli, è spietato, un assassino che agisce solo in base a ciò che può ricavare per se stesso e per la sua sopravvivenza.

Anche qui, io non considero evoluzione lo snaturamento di un personaggio.

Come apprezzo il fatto che Lucy mantenga la sua integrità, apprezzo anche che il Ghoul continui ad essere una merda.

Ho goduto quando Lucy ha smerdato il Ghoul uscendo viva e illesa da una situazione tragica in cui lui l’aveva buttata.

Ne è uscita e poi ha pure aiutato il Ghoul che stava per morire.

È rimasta fedele alla sua natura e se n’è andata a testa alta.

Ora non so come le rivelazioni del finale di stagione incideranno su di lei, ma spero Lucy continui a conservare se stessa.

Perché anche se a volte è buona in modo sciocco, c’è da dire che la sua capacità di cavarsela in un mondo del genere, che lei non sapeva manco esistesse, non ha proprio nulla di sciocco.

Io so che il mondo può far schifo così, eppure in uno scenario del genere morirei dopo due secondi. Quindi tanto di cappello a Lucy.

Il Ghoul diciamo che già mi piaceva poco come essere umano.



Nella sua vita precedente era un tipo di uomo che conduceva un tipo di vita che io proprio non apprezzo.

Non era una persona cattiva, era anche un buon padre e amava pure gli animali.

Tuttavia la cecità su certi argomenti, il non voler vedere il marcio dietro a certe cose che lui stesso pubblicizzava me lo fanno sembrare più ingenuo e più stupido di Lucy.

Probabile che l’astio che il Ghoul prova per Lucy non derivi solo dal fatto che lei è figlia di uno degli orchestratori della fine del mondo, ma anche dal fatto che si rivede molto in lei.

Anche lui è stato accecato dall’amore che provava per una persona e ha creduto in ciò che quella persona gli propinava senza porsi troppe domande.

Solo che lui era un po’ più grandicello di Lucy e non era cresciuto nella completa ignoranza come Lucy; ci poteva arrivare da solo che la merda che si vendeva nelle Vaults era merda, appunto.

Come Ghoul Cooper è più apprezzabile. Almeno sai cosa aspettarti da lui.

Veniamo al mio personaggio preferito.

Colui che sembra stare nell’ombra e invece non solo emerge e agisce, ma lo fa al punto che la sua storia, ai miei occhi, è molto più interessante di quella di Lucy.

Il fratellino di Lucy, Norman, parte in questa storia marchiato con l’etichetta di codardo.



In parte forse lo è, ma ha il grande pregio di essere un codardo intelligente e quindi usa il suo primo gesto di vigliaccheria, e cioè essersi nascosto mentre la sua gente veniva attaccata e ammazzata, per fare qualcosa di buono successivamente.

Ispirato dal coraggio della sorella che non esita ad uscire in superficie per andare a recuperare papà, Norman rimane nella Vault, ma comincia a farsi delle domande.

Tutte quelle cazzo di domande che nessuno, lì dentro, nessuno compresa Lucy si è mai fatto.

E dare risposta a quelle domande è pericoloso più che stare in superficie in mezzo ai mostri.

Norman si trova ben presto in una situazione scomoda.

Dovrebbe essere attorniato da amici e gente che lo sostiene ma, dal momento in cui inizia a chiedere cose mai chieste prima, si rende conto di essere invece nel posto più pericoloso per la sua vita.

È letteralmente nella tana del lupo.

Tutto parte dalle Vaults e tutto il marcio è nato lì: esperimenti orribili, trame orchestrate dai potenti, decisioni prese da pochi ed eseguite da chi non aveva voce in capitolo.

Norman scopre che la realtà idilliaca delle Vaults è una truffa, una bugia grande come il mondo.

Tutto ciò che gli hanno insegnato a credere è falso o si basa sul falso.

E perché Norman è il più adatto a farsi queste domande e scoprire il marcio che sta dietro alla creazione delle Vaults?

Per la sua caratteristica principale: il lack of enthusiasm (mancanza di entusiasmo).



Glielo dicono in faccia durante un colloquio in cui si deve decidere che mansione affidargli.

Manchi di entusiamo, Norman, qualunque cosa tu faccia.

E l’attore scelto per la parte è perfetto, avendo quest’espressione neutra di chi si sta annoiando mortalmente anche a vivere.

Sulla faccia di Norman non leggi mai nulla; non leggi gioia, soddisfazione, rabbia, fastidio.

Però dagli occhi trapela intelligenza; sta zitto e ascolta, dote rara.

Se non sei entusiasta di tutta la merda che ti propinano ad un certo punto inizi a farti domande.

Ecco dove il coraggio di Lucy non arriva.

Lucy è entusiasta della sua vita nella Vault, ci crede, ci vuole tornare e fa di tutto per riuscire nell’intento.

A Norman non frega un cazzo di niente, quindi se può scavare, scoprire e portare alla luce tutta l’immondizia su cui poggiano le Vaults lo fa senza preoccuparsi delle conseguenze.

Per scoprire la verità, a volte, devi fregartene altamente delle conseguenze.

Io ho trovato tutte le scene con Norman emozionanti e questo ha fatto sì che provassi interesse per la storia dietro alle Vaults altrimenti per me del tutto trascurabile.

Nell’eventualità di un’apocalisse non spererei mai di avere un posto in un bunker in cui sopravvivere.

Non lavorerei mai per il ripopolamento della terra (oh, santo cielo, ma per favore, meglio la morte) e sarei esattamente come Norman: mancherei di entusiasmo, eccome.

Mi piace il fatto che Norman manchi di entusiasmo pur essendo cresciuto in quella realtà e con Lucy come sorella.

Evidentemente la vita nella Vault non è piacevole per tutti.

Però, Norm, avrei preferito tu accettassi la vigliaccheria di Chet.

Se tu ti svegli e insorgi non puoi aspettarti e non devi pretendere che per forza ci sia gente a spalleggiarti.

Fai da solo quello che i tuoi principi ti dicono di fare.



Veniamo a Maximus che invece è il personaggio che mi piace meno.

Un debole che quando si incazza esagera. Prende quasi tutte le decisioni sbagliate e per le motivazioni sbagliate.



Il solo fatto di prendersi dei meriti anche se la gente lo scambia per qualcun altro è stupido. Sentirsi un eroe col nome di un altro è patetico.

Titus è sì inutile e meschino, ma Maximus non lo punisce certo per quello.

Innanzitutto lo lascia morire per salvarsi il culo e poi ne assume l’identità perché letteralmente non ha alternative migliori.

Io non mi bevo la storia del voler ripulire il suo nome e del suo desiderio di giustizia che vuole incarnare con l’armatura.

Non me lo bevo perché il personaggio non suggerisce affatto rettitudine morale e correttezza.

Suggerisce semmai la dinamica dell’abusato che per rivalsa abusa.

Rivalsa che come al solito poi si esprime su innocenti e non sulle vere persone da punire per l’abuso.

Thaddeus non sa che sei tu, che gusto c’è a ripagarlo per quello che ti ha fatto? Che gusto puoi provare a vessarlo per vendetta?



E quando Max decide di scoprirsi con Thaddeus?

Proprio nel momento più sbagliato quando è ovvio che Thaddeus non lo spalleggerà e, anzi, cercherà proprio di mettergli i bastoni fra le ruote.

Solo Max poteva pensare che quel momento tra loro potesse portare ad un cameratismo tale da consentirgli di avere Thaddeus dalla sua parte.

Maximus dà prova di essere un ingenuo, molto più di Lucy.

Si fida anche lui della gente sbagliata e lo fa quasi sempre per ottenere un riconoscimento.

Ed è anche un egoista. Cosa comprensibile dato il suo passato e il tipo di vita che ha condotto fino a quel momento,ma almeno non atteggiarti ad eroe.

Ci tengo a precisare che il personaggio non piace a me.

Ma Max è un personaggio plausibilissimo.

In più non è che per piacere un personaggio debba essere per forza buono e giusto, anzi. Però in questo caso non apprezzo nel complesso né carattere né personalità.



Non spendo nemmeno due secondi di pensiero sulla storia d’amore, grazie al cielo appena accennata, tra Max e Lucy perché due sono le cose:

O è stata inserita a cazzo nella serie per il principio del “Tu sei femmina io sono maschio e quindi cosa stiamo aspettando?” che a me fa tristezza in ogni dove.

E l’inserimento è per quella parte di pubblico medio che guarda e se lo aspetta.

Oppure è VOLUTAMENTE inserita per quello stesso principio, ma per mostrare che in quel contesto non c’è molto altro da aggiungere a quelle due costanti per “innamorarsi”.

In un contesto post apocalisse certe cose tipo la famiglia “tradizionale” (o un altro termine usato in modo osceno che preferite mettere al posto di questo) saranno sicuramente inculcate nei giovani e Max e Lucy sono vittime di quell’indottrinamento.

In ogni caso mi ripugna allo stesso modo e quindi ben felice che per ora i due siano stati separati.

Certo la loro modalità d’innamoramento è talmente ridicola che anche fossero insieme non penso combinerebbero molto; l’hanno dimostrato ampiamente durante il periodo nella Vault insieme.

Periodo nel quale Max ha fatto ben capire quali sono le sue priorità nella vita, una volta che ha ottenuto la vita comoda.

Interessante perché io sostengo da sempre che il valore delle persone viene dimostrato nei periodi difficili e da come queste reagiscono alle avversità.

Mentre in questo contesto è esattamente l’opposto e il valore di questi personaggi lo determini quando vedi come reagiscono a vivere nella comodità.

Max non ha fatto esattamente una bella figura in quel frangente, ma è comprensibile.

Ultimo piccolo appunto: che Max non conosca il sesso non sta granché in piedi.

Soprattutto nel contesto prettamente maschile in cui è cresciuto.

Però, chissene, preferisco il personaggio poco plausibile ignaro del sesso che uno più credibile che non pensa che a quello.

Alla fin fine, comunque, Thaddeus, che mi faceva piuttosto pena come mi fanno pena tutti i bulli, in realtà poi nel confronto con Max un pochino ci guadagna.



Ultime considerazioni prima di chiudere.

L’OST è perfetta, vorrei sottolinearlo.

Ogni singola traccia si sposa benissimo con questa umanità devastata che si è in qualche modo fossilizzata negli anni ‘50 pur essendo andata avanti di centinaia di anni.

Sulla superficie essere un mutante è meglio che essere umano.



A me pare banale da dire, ma magari la mia è un unpopular opinion e manco lo sospetto.

Mutante tutta la vita piuttosto che umano in quel mondo di merda.

La sparatoria tra il Ghoul e gli abitanti di Filly mi ha ricordato moltissimo quelle spettacolari di Django Unchained.

Interessante che l’attore che interpreta il Ghoul, Walton Goggins, fosse proprio nel cast di Django.



Non mi piace affatto l’aver accostato il rituale dei rifugiati nella Vault 4 ad una sorta di Pride.

Le battute squallide di Ben sui “diversi” danno proprio l’idea dei patetici tentativi dei comici di oggi di far passare per comicità la presa per il culo di altre persone.

Per quanto Mother sia a mio parere dalla parte giusta, il fatto di adorarla in quel modo rende i suoi seguaci gli psicopatici di turno.

Accostare Pride a psicopatia, ovviamente, non mi garba. Attenzione a quando fate ‘ste cazzate perché le vostre opere ci perdono solo. Non sono scemǝ, me ne accorgo.



Ecco, tutta questa mia tirata di considerazioni, peraltro neanche complete perché sono andatǝ a ruota libera così come venivano, solo per far notare che come sempre il mio amore va all’intrattenimento che mi consente di riflettere e fantasticare su ciò che vedo e sento.

Il mondo di Fallout è un mondo che non vorrei mai vedere e in cui non vorrei mai sopravvivere, perciò guardarlo da lontano mi basta e mi avanza.

Al di là delle esagerazioni narrative impossibili, ciò che viene mostrato a livello morale e teorico per me non è affatto lontano da quella che sarebbe la realtà delle cose.

Che gli esseri umani siano così idioti, meschini, avidi e senza scrupoli al punto di radere al suolo la terra per far ereditare ciò che ne rimane solo alla casta coi soldi non mi sembra affatto campato per aria e, anzi, mi sembra sia anche già in progetto.

Personalmente non comprerei la terra neanche com’è adesso, manco ad avere venti euro che mi avanzano.

Per cui mi ritrovo a seguire questo tipo di storie sempre senza quella grande partecipazione che il fatto di essere un essere umano mi si richiede.

Finisco sempre per chiedermi di tutti i personaggi “Ma che cazzo lo fate a fare?

Ecco… I lack of enthusiasm. Per la terra.

Ma per questa serie direi che l’entusiasmo mi si è acceso e attendo la seconda stagione fin da ora.

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