Anne Rice’s Interview With The Vampire 2 – 05 – Don’t be afraid, just start the tape

 

Come già accennato nel pezzo sull’episodio precedente, questo quinto episodio di Interview with the Vampire seconda parte segna tutta la stagione.




La seconda stagione di Interview with the Vampire è stata presentata anche con la frase La Memoria è un Mostro.

È il tema di un po’ tutto Interview with the Vampire, ma questa quinta puntata vuole essere la rappresentazione perfetta di quell’affermazione.

È un bellissimo episodio soprattutto perché cambia e sancisce il rapporto tra Louis e Daniel.

Daniel non è più l’umano contro i due vampiri, ma è l’umano che si allea con uno dei vampiri CONTRO l’altro.

Daniel fa capire a Louis che sono loro due ad essere sulla stessa barca. Entrambi hanno dimenticato qualcosa che devono ricordare.

Ed entrambi hanno dimenticato perché Armand ha fatto loro qualcosa.

Fino a questo momento Louis non si è posto troppe domande, ma adesso, per merito di Daniel, comincia a dubitare e a cercare risposte.



Per quello mi sono sempre stupitǝ della facilità con cui Armand ha acconsentito a richiamare Daniel per riprovare con l’intervista sospesa nel 1973.

Armand pensava di aver incasinato così bene i ricordi di Louis e Daniel da non rischiare nulla?

Armand confidava così tanto nel lungo tempo trascorso da non temere che alcuni ricordi riaffiorassero?

No. Non lo credo.

Io credo che Armand, seppure con tutti i suoi difetti e seppure con tutte le cose sbagliate fatte, abbia acconsentito a richiamare Daniel perché sapeva che era arrivato il momento di far scoppiare la bomba.

Quella relazione con Louis non poggiava su nessuna base solida.

E ovviamente non doveva manco iniziare, ma si sa che alcuni confondono il bisogno di non stare da soli coi sentimenti e così è stato per Armand.

Temeva la solitudine e ha fatto di tutto per tenersi vicino chi non lo pensava e non lo amava con lo stesso suo trasporto.

Da una parte Armand si è accontentato delle briciole date da Louis e ha sbagliato nel buttare benzina con mezzi illeciti sulla fiammella che era il loro rapporto.

E dall’altra parte Louis è stato pessimo nell’usare Armand per dimenticare e punire Lestat (questo lo vedremo in seguito).

Ecco perché chi chiama Armand abuser mi fa ridere.

Louis fa e dice cose ai suoi compagni che fanno vomitare.

Louis è crudele e in entrambe le sue relazioni sbaglia e fa soffrire come pochi.

È una creatura alla quale è difficile stare vicino ed è una creatura che a suo modo succhia la vita e la felicità del compagno.

O anche della compagna, se pensiamo a Claudia.



Perciò certo che non si gioca con la memoria del compagno e non gli si levano o impiantano ricordi a piacimento, ma in questo caso non mi sento di dire che il più cattivo è Armand.

Sia lui che Louis sono pessimi e dovrebbero stare per i fatti propri, non insieme.

E manco con altri, finché non aggiustano i problemi che hanno.

Ma soprattutto Armand dovrebbe mandare Louis dove vuole andare, chiaramente da Lestat, invece di tenerselo vicino a forza.

Ché in questo caso fa un dispetto più a se stesso che a Louis.

Fine dell’ennesimo rant.

Beh, quasi.

Nel corso dell’episodio mi esprimerò meglio su certi concetti che per me stanno alla base di queste dinamiche tra vampiri.

E se non conoscete affatto i libri della Rice sappiate che, a parte dei minimi richiami, non c’è nulla nelle opere scritte di così avvincente, affascinante e sapientemente narrato. NULLA.

L’attore che interpreta Armand, Assad Zaman, in un’intervista parlando dell’episodio ha detto “Li lascio soli per un’ora e le dinamiche cambiano completamente.”

E in effetti così comincia l’episodio, con Armand che lascia Daniel e Louis da soli perché lui deve andare a nutrirsi.

Che se si fosse nutrito del solito povero stronzo che fornisce sangue di tanto in tanto… O se avesse mangiato una volpe artica o un muflone delle Ande come fa Louis… Non si sarebbe trovato nella situazione in cui si ritrova a fine episodio.

Cretino.

Andiamo con ordine, vah.



Partiamo con la descrizione del bel patto fatto fra Armand e Louis nel passato per cui hanno fatto la coppietta felice per un mese.

In pratica questi andavano a fare le serate romantiche a guardare la luna e le stelle in biblioteca, come due imbecilli, e intanto il coven progettava la loro morte, presumo.

O almeno quella di Louis.

Ma contenti loro…

Daniel non è impressed da questi racconti di felicità domestica posticcia, infatti, e fa un appunto dicendo a Louis che sta girando attorno a qualcosa che o non vuole dire o non ricorda bene.

Daniel lo capisce dai termini che usa Louis per esprimersi.

Ho già detto che adoro la capacità di Daniel di essere parte integrante dell’intervista, di non essere solo un paio di orecchie che ascoltano, ma anche un cervello che pone le domande giuste al momento giusto, che fa pause, prende appunti, non si fa sfuggire nulla.

Daniel è un giornalista con la G maiuscola.

È davvero il migliore al mondo.

A quel punto Armand va fuori per inseguire la sua cena.

Scopriamo che ‘sti due scemi di vampiri mettono annunci in cui offrono denaro alla gente che corre e si lascia inseguire.



Perché ad Armand piace correre dietro agli imbecilli prima di mangiarseli.

Ora, essere così coglioni da accettare soldi, tra altro cryptovaluta, per correre e lasciarsi inseguire e non farsi venire il sospetto che ci sia qualcosa di losco sotto dovrebbe essere motivo sufficiente per non piangere nessuna delle vittime di Armand.

A guardare la cena che è appena entrata in casa pare un tronista e in più Louis dice che è un mezzo criminale.

Di solito Armand si ciba di gente colpevole di qualche grave reato o, se non trova colpevoli, ripiega su qualcuno che un po’ già è attirato dall’idea di morire e gli fa desiderare di essere morso e prosciugato.

Sarà un’idea di Louis questa di prendere solo i colpevoli?

In teoria in canon la Rice dovrebbe aver ripulito un po’ tutti i personaggi che le stavano più simpatici e averli resi delle specie di giustizieri per giustificare le uccisioni di esseri umani.

Inoltre Armand mi pare uccida con un sistema non violento ma persuasivo e solitamente attrae chi desidera morire, così lo accontenta.

Nella serie non l’hanno messa come regola fissa e apprezzo di più perché ‘ste cavolate a me non piacciono.

Il vampiro fa il vampiro.

Apprezzo se uccidi senza violenza, per carità, ma non è che scegliere una vittima o un’altra ti eleva in qualche modo. Non giustificarti in modo patetico.

Finalmente Louis e Daniel rimangono soli.

E Daniel, dopo aver esaminato i file della Talamasca, vuole parlare di ben altro rispetto alla storia d’amore di ‘sti due cretini.

Intelligentissimo Daniel a cogliere l’occasione dell’uscita di Armand per tentare di instaurare un sodalizio con Louis.



Daniel non si beve il fatto che Armand gli abbia risparmiato la vita nel 1973.

Ammazza tutti e risparmia proprio me?

Ma Louis ribadisce che è stato proprio Armand a salvarlo da lui e pronuncia una serie di frasi che sarà importante più avanti.

Dice che Armand preserva la sua felicità, che ha lasciato Daniel in vita perché aveva visto che Louis aveva un debole per lui…

Ripeto, queste giustificazioni addotte da Louis saranno importanti alla fine di questo episodio.

La prima cosa, di fondamentale importanza direi, che Daniel vuole sapere è se lui e Louis l’hanno fatto in quella circostanza, perché non se lo ricorda.

Questa scena mi fa morire, perché da come pone la domanda Daniel sembra che se la sia tenuta dentro per tutta la prima stagione.

E gliela facevi prima, a ‘sto cretino, Daniel!

In realtà non l’hanno fatto, no.

Louis glielo assicura.

Daniel pensava l’avessero fatto, ne era quasi certo.

Louis gli chiede se lo vuole fare adesso, visto che Armand ci mette un po’ a cenare…

Peccato che scherzi.



Eh, Louis, ci credo che glielo chiedi adesso, se lo vuole fare, perché il Daniel giovane non suscitava manco un briciolo dell’interesse che può suscitare questo Daniel qui.

Questo per aprire tutto il discorso che voglio fare sul Daniel giovane vs Daniel non più giovane.

Sembrano due persone diverse.

E non per un cattivo studio del personaggio, anzi, penso che il lavoro dei due attori incentrato sull’interpretazione dello stesso personaggio in due epoche diverse sia stato perfetto.

Qualcosa è cambiato profondamente dal Daniel giovane a quello non più giovane, è cambiato proprio da quell’incontro con Louis e Armand, e perciò si doveva fare qualcosa che nel libro non è stato possibile fare: analizzare il Daniel CRESCIUTO.

Il Daniel dei libri viene vampirizzato, ad un certo punto, intorno ai suoi trent’anni, come la tradizione della Rice vuole. O come la tradizione di tutti ‘sti cazzo di vampiri vuole.

Non vampirizzare un povero stronzo sopra i quarant’anni che poi è brutto da vedere.

Ma io dico, veramente?

Scusate, mi ripeterò, ma io non mi posso capacitare di ‘sta cagata e non me ne faccio una ragione.

Se mi avessero vampirizzato quando avevo trent’anni mi avrebbero fatto il dispetto più grosso della mia vita.

Ma come fanno ‘sti autori, ‘ste autrici ad imporsi certe regole?

Che poi mi incazzo, perché se credi fermamente che dopo i quarant’anni sei talmente brutto e inutile che manco vale più la pena di preservarti nel tempo e ci credi talmente tanto che nemmeno in un’opera di fantasia crei personaggi che abbiano più di quarant’anni, allora non ti azzardare poi a fare qualcosa nella tua vita dopo che hai superato quell’età.

Se sei così convinto/a che dopo non c’è più nulla e sei finito/a, allora tu, creatore di intrattenimento con questo brutto messaggio all’interno, smetti di vivere, ritirati nella tua casa, non uscire più e vaffanculo!

E lo stesso vale per i poveri stronzetti che in rete usano dare dei vecchi sfigati a chi ha superato una certa età.

Va benissimo, ma vi auguro che dopo i quarant’anni vi sentirete così delle merde da non fare più un cazzo nel futuro. Così imparate, imbecilli.

Mai nella mia vita ho fatto discorsi di merda del genere, a nessuna età, anzi le persone migliori che ho conosciuto avevano sempre qualche anno in più di me e  mai per un secondo mi è passato per la testa il pensiero “Io sono più giovane, sono meglio, sono più fortunato.”

Fine del secondo rant.

Il Daniel giovane di questa serie è un coglione di dimensioni epocali.

Di base questo volevo sottolineare.



Al di là del fatto che si fa convincere da uno sconosciuto a seguirlo a casa sua con la promessa di farsi una quantità imprecisata di sostanze stupefacenti, e già questo la dice lunga sul suo istinto di conservazione, ma lo sconosciuto in questione gli ha pure detto di essere un vampiro, quindi le cose sono due.

O questo sconosciuto non sta tanto bene. E dovresti preoccuparti, Daniel.

O questo sconosciuto è un vampiro davvero. E dovresti preoccuparti, Daniel!

Tutto ciò che succederà in questa puntata, e soprattutto ciò che succederà tra Armand e Louis, si basa sull’interesse che Daniel ha suscitato in Louis, interesse che spinge il vampiro a raccontare a Daniel cose che non dovrebbe raccontare.

L’abbiamo visto nelle scorse puntate che una delle regole ferree del coven è di non parlare agli umani dei vampiri.

E nel 1973 Louis ha già vissuto tutto ciò che succederà a Claudia e a lui stesso tra qualche episodio.

Perciò il suo desiderio di parlare proprio con Daniel fa arrabbiare Armand per diversi motivi.

E sinceramente fa arrabbiare un po’ anche me.

Perché questo Daniel qui, il giovane, non ha NULLA che possa attirare l’attenzione di un vampiro né tantomeno, così a prima vista, può suscitare un qualche interesse di qualsivoglia tipo.

Faccio molta fatica ad accettare che Louis abbia scelto lui per raccontare la sua storia.

Mi rincuora solo il fatto che Daniel almeno dimostra, nel corso dell’intervista, di non essere proprio l’ultimo degli stronzi.



Però non basta, perché il Daniel giovane, come ci dirà Armand che gli legge nel pensiero e nell’anima, non è affatto una bella persona, lo vedremo.

Quindi l’incontro coi vampiri (ma soprattutto con Armand) e la prigionia che seguirà gli faranno solo bene, a mio parere.

Il Daniel giovane, all’inizio, non prende Louis sul serio.

E d’accordo, ti ha detto che è un vampiro, per forza ci credi poco.

Però, cretino, accetti droghe di tutti i tipi da questo qui che ti ha detto di essere un vampiro e ti offri pure di ripagarlo delle droghe in natura…

Ripeto: istinto di conservazione che scalcia, proprio.

Daniel non giovane si giustifica dicendo che erano gli anni ’70…

Ma se tutti negli anni ’70 avessero fatto così si sarebbe svuotata la terra, dai. Non generalizzare perché tu eri un coglione.

Allora Louis spaventa il giovane Daniel per fargli capire che non scherza.

Sfodera le zanne, ringhia, usa la supervelocità.

E quello si caga addosso.

Don’t be afraid. Just start the tape, gli dice Louis.

Ma la paura è già passata perché, come la droga gli sale al cervello, Daniel si dimentica tutto e fa pure lo spiritoso.

Comincia la vera intervista.

E per correttezza devo ammettere che, anche drogato e rincoglionito dalla giovane età, Daniel è comunque brillante nelle domande che fa.

Si vede già che una base per il Daniel futuro c’è.

Louis nel presente non vuole parlare del 1973, così Daniel si impunta.

Daniel vuole venti minuti tutti per lui, per ricordare. Eccheccazzo, se li merita.

Mi sembra giusto.

E Louis glieli accorda.

Grazie, eh?



Entrambi ubriachi e fatti (beh, Daniel è ubriaco e fatto, Louis non so che cazzo di problema abbia), nel 1973, sia Louis che Daniel sparlano di Lestat.

Questa scena è una comica.

Perfino Daniel ne sparla, che manco lo conosce se non per quello che gli ha raccontato Louis.

Fa morir dal ridere perchè sembrano due appena usciti da due relazioni che li hanno fatti soffrire e sparlano degli ex mentre bevono.

Daniel non giovane, nel presente, dice I was a moron (Ero un coglione).

Eh sì.

Io dico che era un coglione per milioni di motivi diversi.

Il Daniel non giovane invece sostiene che era un coglione perchè non aveva capito che Louis era una bomba pronta ad esplodere.

E infatti quando il Daniel giovane, nel 1973, dice a Louis ciò che gli dico sempre io, cioè che è un vittimista del cazzo e che ha un dono invidiabile e se ne lamenta solo, Louis lo attacca.

Quindi chissà come ammazzerebbe male me, Louis, per quello che gli dico.

Ed è a questo punto che nel presente Daniel decide di condividere con Louis un file audio interessante di quel momento in cui Louis lo ha attaccato nel 1973.

Nella prima stagione Daniel aveva gettato tutte le cassette nella monnezza e Louis aveva dato fuoco al cestino con lo sguardo, se vi ricordate.

Quindi sul subito, tutto infastidito, Louis dà a Daniel del bugiardo, perchè lui pensava si fosse liberato della vecchia intervista.

Ma Daniel di rimando dà del bugiardo a Louis e si prosegue in serenità.

Mancava solo un “Chi lo dice sa di esserlo” e avevamo completato la scenetta da compagnucci delle elementari.



Ovviamente Daniel non dice come ha ottenuto quel particolare file audio pulito e migliorato (merito della Talamasca) ma è proprio l’audio riguardante gli ultimi momenti della prima intervista tra loro.

Quel momento che ha posto fine a tutto.

Louis che attacca Daniel, Armand che interviene e Daniel che prosegue con la sua vita come niente fosse, secondo quello che sapevamo dalla prima stagione.

Non è andata proprio così.

Nel nuovo file si sente Armand intervenire per salvare Daniel da Louis, ma si sente ben altro.

Mentre il giovane Daniel è sbattuto contro un muro dall’impeto con cui Armand lo separa da Louis, la registrazione continua e si sentono i due vampiri litigare.

E quella litigata epocale e rivelatoria tra Armand e Louis non è più nei ricordi di Louis, a quanto pare, che la ascolta incredulo.

Che poi eri talmente fatto dal sangue di Daniel che ti eri appena bevuto, Louis, che potresti non ricordarla anche per quello.

Ad ogni modo no, sia nei ricordi di Daniel che in quelli di Louis ci sono buchi belli grossi.

Dicevo che la litigata è spettacolare, ma non solo per quello che i due si dicono.

Vedere per credere.

Cercate su YouTube anche solo quel pezzettino della litigata tra Armand e Louis e ditemi se non è una delle prove da attori migliore mai vista.

Ho dovuto rivedere il pezzo più volte perché la litigata è talmente reale che i due si parlano addosso, insultandosi a vicenda e insultando pure suoceri e cognati, e non si riesce sempre a distinguere cosa si stanno dicendo.

Bravissimi entrambi ma Assad, l’attore che interpreta Armand, solo per quella scena dovrebbe ricevere una nomination all’Oscar.



Il litigio la dice lunga su come Louis e Armand stanno vivendo la loro supposta storia d’amore.

Louis si disfa di droga e di incontri che terminano con stanze distrutte e sporche, e Armand deve ripulire dove sporca Louis e stare dietro ad uno che è più depresso che altro.

Scopriremo perché Louis è depresso, e ha tutte le ragioni per esserlo, ma ha anche deciso di continuare a stare con Armand per fare dispetto a Lestat e quindi, che nervi che mi fa venire!

Louis non sta bene per niente e Lestat è tutto ciò a cui pensa.

Nonostante le cose orribili che gli dice!

Che noi sentiremo nelle prossime puntate, ma che negli anni ’70 sono già belle che successe.

E non ti dai la colpa della tua triste vita per niente, Louis?

Le tue decisioni di merda sono sempre e solo colpa di tutti gli altri che ti trattano male e sono cattivi?



Louis dice ad Armand cattiverie che risultano cattiverie gratuite anche dopo che si viene a sapere cosa Armand ha fatto a lui.

Louis dice cose terribili ad Armand, terribili ed inaccettabili.

Perché anche se Armand avesse mentito sul suo passato e sui suoi abusi, Louis non lo sa, per lui i racconti sono veri, quindi se durante una litigata tu tiri fuori quelle cose personali per ferire il tuo compagno sei una merda tale e quale a lui.

Armand ha fatto una cosa orribile, ma a questo punto della storia Louis non lo sa.

Non lo sa nemmeno nel presente, dovremo aspettare l’ultima puntata perché Louis scopra tutto.

Nel 1973 Louis ha di fronte il suo compagno che ha scelto sopra tutto e tutti e di cui si è pure vantato di fronte a Lestat.

E tutto ciò che fa è dirgli che è noioso ed insultarlo.

Louis è crudele.

Louis non è una vittima.

Armand ribatte con altrettante cattiverie, ma anche con qualche verità. Soprattutto sul vittimismo di merda di Louis.

La parte migliore è quando gli fa il verso mormorando “Oh, è così difficile essere me!

Ho riso ed esultato a questa rappresentazione fedelissima di Louis.

L’hanno beccato tutti: Daniel, pure da giovane e rincoglionito, Armand, Claudia… Tutti sanno che fa la vittima del cazzo.

L’unico, unico al mondo, che non ti ha mai preso per il culo per questo è Lestat, Louis, renditene conto.

L’unico a non essersi mai preso gioco di te, facendoti il verso, è stato lui.

Ti ha urlato dietro, ti ha preso a testate e ti è stato accanto finché non hai tentato di ucciderlo, Louis. Ma non si è mai preso gioco di quello che provavi.

Louis nel presente dice che finchè non ricordava queste cose sapeva chi era.

E sì, concordo che i ricordi sono tutto.

Cancellali o impiantane di nuovi e si modifica tutta la persona, tutto il suo io.



Quella è una giornata importante non solo per tutta la storia di Daniel, per la litigata e per la reazione di Armand.

È importante perché Louis, da lì a poco, tenta il suicidio uscendo sul tetto in pieno giorno.

Nel file audio si sentono solo due porte che sbattono alla fine della litigata.

Eppure il Daniel non giovane deduce che Louis deve aver salito le scale ed essere uscito fuori sul tetto, sotto alla luce del sole.

E a quel punto Louis sta già ricordando, i pezzi di memoria cancellati riaffiorano piano piano.

Daniel aiuta Louis a ricordare con le sue domande.

Sì, è vero che vuole ricordare anche per se stesso, ma non c’è egoismo nel suo incalzare Louis. Ci tiene che Louis recuperi i pezzi di un avvenimento importantissimo.

Mi piace questo rapporto che si sta creando tra loro, è l’inizio di qualcosa che alla fine della stagione vedremo esplodere in tutto e per tutto.

Nel racconto e nel ricordo (presumibilmente veritiero) di Louis e Daniel inoltre vediamo un assaggio dell’Armand poco contenuto, arrabbiato, che rivuole il controllo sulla situazione.

Armand se la prende col giovane Daniel per aver attirato l’attenzione di Louis fino a quel punto.

E allora se lo tiene lì per qualche giorno, prigioniero, immobilizzato su una sedia, terrorizzato, che sanguina e implora.



E Louis, che ha appena tentato il suicidio, si è fatto malissimo, è praticamente in convalescenza. In quel modo si è tolto di scena e non può difendere Daniel.

Armand vuole che Daniel gli insegni come essere così affascinante per Louis.

In parte questa richiesta è una presa per il culo, perché Armand non vede proprio nulla di interessante in Daniel.

E, come ho già detto, nemmeno io.

Leggendo i suoi ricordi, tra l’altro, ne trova alcuni squallidi a livelli inarrivabili.

Tipo quello in cui Daniel ha detto ad una ragazza che se la sarebbe fatta solo con un sacchetto di carta in testa, quella ha accettato e lui ha fatto i comodi suoi pure mentre quella piangeva.

Con dei precedenti così per me sei solo da buttare.

Perché il Daniel non più giovane invece non è da buttare?

Prima cosa perché ha avuto ciò che si meritava da Armand con quei giorni di prigionia.

E poi perché da Armand, da Louis, e in generale da quella esperienza, riceverà qualcosa che lo aiuterà nella vita.

In questa circostanza Daniel perde qualcosa e ottiene altro, perciò lo considero un personaggio che si sdoppia in due: il coglione giovane e il brillante uomo non più giovane.

Due esseri totalmente diversi.



In tutte le scene di tortura di Daniel mi piace il fatto che Armand è effettivamente quello col potere e che è anche l’unico che parla e detta regole, però di fatto risulta come l’insicuro che si rivolge all’umano (pure rincoglionito) per avere delucidazioni su come tenersi il suo adorato vampiro che gli ha appena detto che con lui si annoia.

Anzi, peggio, gli ha detto, testuali parole, “Le dieci ore con questo ragazzo sono state più affascinanti di decadi in tua compagnia.”

Fossi Armand lo butterei fuori di casa, ma qui tutti si vogliono tenere Louis non ci si spiega bene perché.

Tutti innamorati di ‘sto vampiro lagnone.

Al Daniel non più giovane monta rabbia nei confronti di Armand mano a mano che ricorda tutto ciò che gli ha fatto.

E ha pezzi di quelle giornate trascorse come ostaggio che a Louis mancano.

Così Louis lo forza a ricordare meglio, a ricordare di più, mettendogli i piedi nella sabbiolina. Daniel lo manda a cagare e gli dice di ricordare lui, se ci tiene tanto, visto che stava lì anche lui.

E vedete anche qui come le dinamiche di ‘sti due cominciano a delinearsi.

Ed io le adoro.

Armand era in collegamento telepatico con qualcuno in quei giorni, Daniel ricorda vagamente.

Daniel ricorda anche che Louis chiamava dalla camera lamentandosi per la cazzata fatta.

Cazzata che aveva fatto lui.

In realtà Louis chiedeva disperatamente ad Armand di metterlo nella sua bara.



Ricordate qualcun altro che aveva fatto la stessa richiesta a Louis mentre sanguinava a terra appena sgozzato?

Quanto ti sta bene, Louis, così impari.

Armand temporeggia. Non lo mette subito nella sua bara.

Adoro che Armand l’abbia punito in quel modo.

Sei uscito ad incenerirti sotto il sole? E adesso ti lascio lì nel letto a soffrire, cretino.

I vampiri guariscono prima se li tumuli per qualche giorno.

Armand invece lascia Louis in castigo sul letto come uno stronzo.

Un po’ come quando i genitori dicono al figlio “Se ti fai male te le suono.”

Comunque alla fine Armand mette Louis nella bara.

Bella la scena in cui sembra che Louis chiami Armand per distrarlo e permettere a Daniel di scappare, Daniel ci prova, ma viene fermato in una frazione di secondo.

Questo perché Armand sa fare tre cose insieme: tenere a bada Daniel, correre a vedere che vuole Louis e parlare con Lestat col wifi, a quanto pare.

Eh sì, Armand è in contatto con Lestat.

L’ha chiamato non appena Louis ha tentato il suicidio.

Armand teme proprio ciò che sostenevo io nella prima stagione: cioè che Louis abbia voluto parlare con Daniel nella speranza che lui scriva un libro e che Lestat poi lo compri, lo legga e vada a cercare Louis per tirarglielo dietro.

Si telefonassero a casa ‘sti cretini di vampiri.



Armand ha anche ragione; dopo vent’anni e dopo quello che gli hai detto l’ultima volta (poi vedremo) ancora parli di lui?

Armand gli dice che se vuole tornare con Lestat basta che lo dica, lui sa dov’è.

Questi sono ricordi riemersi e quindi dovrebbero essere plausibili.

Potrebbero essere stati impiantati da Armand, ma non ho questa sensazione.

Armand vuole rimettere in contatto Lestat e Louis, dice a Louis che lo può fare anche subito.

È Louis a rifiutare l’offerta.

Vero è che, quando Armand contatta Lestat telepaticamente, comunica a Louis tutto ciò che Lestat dice, ma non riferisce a Louis la dichiarazione d’amore di Lestat.

Armand, digli che lo amo.

Ma Armand questo non lo riferisce.

Non credo però che questo sia uno sgarbo così grosso nei confronti di Louis.

Cioè io non ritengo utile manco tenerlo nascosto.

Il fatto di tenerti vicino qualcuno che sta con te solo perché non può stare con un altro non dovrebbe essere la gioia della tua vita, questa cosa non la capirò mai.

Ma non è che dirgli o non dirgli che Lestat lo ama, in questo caso, cambi molto a Louis.

Louis non ci vuole tornare da Lestat e non vuole contattarlo.

Questo perché la rottura tra loro è data da altro, da un altro avvenimento che noi non abbiamo ancora visto e che non si è ancora sanato.

Qualcosa in cui c’entra Armand, ma che non è ancora venuto fuori.

Quindi qui dirgli o meno che Lestat lo amava non cambiava il fatto che Louis non sarebbe andato da lui comunque.

Di sicuro però rimane il fatto che Louis non è felice con Armand e che ciò che è accaduto in questi giorni sta cambiando tutto per sempre.

Armand deve correre ai ripari.

Prima tenta di uccidere Daniel.



E qui abbiamo un assaggio di come uccide Armand, guidando la sua vittima ad un riposo anelato.

Inutile dire che questa particolarità di Armand a me piace tantissimo, perfino più del caos e della distruzione che crea Lestat.

Mi piace il vampiro che affascina e che non ha bisogno di fare il killer, perché la sua vittima si lascia uccidere e mangiare con estrema serenità.

È una visione del vampiro che io condivido, quella del predatore ammaliante.

Per questo spesso dico che farli giovani mi fa ridere.

Adesso, va bene se si mangiano tra ventenni, ma un/a ventenne che prova a fare l’ammaliante con me dovrebbe averne di poteri paranormali per non farmi ridere. Dai.

Louis, recuperate due o tre forze nella bara, arriva e convince Armand a non uccidere Daniel.

Louis e Armand si accordano per lasciare in vita Daniel modificandogli un po’ la memoria.

Armand sembra pendere dalle labbra di Louis e non esita ad accontentarlo.

Entrambi si adoperano per manipolare la mente di Daniel, Armand gli spiega ciò che deve e non deve ricordare, Louis gli impianta tutta la sicurezza nelle sue capacità di scrittore e giornalista che avrà in futuro.

Louis e il suo lavaggio del cervello sono in buona parte il motivo per cui Daniel è una persona migliore e diversa da quella che era da giovane e il motivo per cui è il miglior giornalista al mondo.

Daniel ha vissuto la sua vita sulle parole che sono state impiantate nel suo cervello.

Non è andato tutto bene, però, in qualcosa ci ha guadagnato, in qualcosa ci ha perso.

Quando il Daniel non più giovane si rende conto di aver usato parola per parola ciò che gli ha detto Louis perfino in un suo libro, ha un momento di sbigottimento del tutto comprensibile.



Dice di aver sabotato due matrimoni e rovinato due figlie, ma di essere sempre rimasto un giornalista.

Qui vorrei aprire una veloce parentesi perché ci tengo.

Non era necessario fare Daniel con due figlie e due matrimoni alle spalle.

Non serve proprio a niente, per me.

Non ha alcuno scopo nella serie e non ha scopo a livello di studio del personaggio, non aggiunge e non toglie niente.

Per me sapete cos’è?

La solita incapacità del novanta percento di chi scrive di immaginarsi un uomo di settant’anni che ha vissuto la sua vita senza mettere al mondo figli e senza legarsi sentimentalmente a nessuno.

Se tutte queste donne nella vita di Daniel avessero avuto un posto, se i personaggi fossero stati utilizzati in qualche modo non avrei avuto da ridire.

Ma così, solo per dire che ci sono e che tra l’altro sono un fallimento di Daniel, come padre e come compagno, a me sa solo di totale incapacità di concepire un essere umano che arriva a settant’anni senza aver preso tutte queste decisioni.

Volevate fare presente proprio quello, e cioè il fatto che Daniel aveva fallito nei rapporti, ma era stato un eccellente giornalista?

C’erano altri modi meno banali di raccontarlo.

Sempre secondo me, eh, che faccio parte di quella schiera di persone che non vogliono figli e compagni.

E a me nessuno ha fatto il lavaggio del cervello, tra l’altro.

Come al solito, ripeto, incapacità di scrivere qualcosa di diverso in materia.

I nostri due eroi hanno ricordato, dunque.

Tutto a posto, no?

Eh no, non proprio.

Perché entrambi si rendono conto che su certe cose i loro ricordi sono identici, cosa davvero poco probabile; identici al punto da ricordare le stesse frasi con le stesse parole.

Due edit uguali su entrambi i loro cervelli, perchè Louis?

Le cose non devono essere andate proprio come pensi, mancano dei pezzi.

E Louis inizia a dubitare di Armand proprio qui.



Quando Armand torna dalla cena movimentata trova un clima interessante.

Noi sappiamo, lui no.

Subito Louis gli chiede come mai ha risparmiato Daniel nel 1973 e Armand risponde con le esatte parole già dette da Louis all’inizio a Daniel.

Ricordate le parole Armand preserva la felicità di Louis, ha lasciato Daniel in vita perché aveva visto che Louis aveva un debole per lui…?

Certo però che sei cretino, Armand. Anche a scuola ti dicono che se devi copiare almeno fallo un po’ diverso, il tema, altrimenti si capisce.




Adoro l’espressione di Daniel, qui, come fosse stato appena beccato a fare una marachella.

Ecco quindi spiegato meglio ciò che dicevo all’inizio.

L’accenno alla mia spiegazione del perché Armand era pronto a riaprire il discorso con Daniel e rischiare.

Perché sapeva che la sua relazione con Louis non poteva proseguire oltre, non con quelle basi, non con quell’insoddisfazione di fondo.

Ma lui non avrebbe mai fatto saltare tutto per aria da sé.

Perciò ha acconsentito all’intervista e lasciato che fosse.

Magari sperava di uscirne senza danni, ma magari sperava che accadesse quello che alla fine è accaduto.

Ma ci sono ancora un paio di puntate prima del gran finale.

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